Un contratto, un furgone, qualche amico e un parco nazionale in cui gli animali hanno iniziato a comportarsi in modo decisamente sbagliato. Huntin’ Buddies sarà disponibile dal 24 luglio 2026 su PC tramite Steam, portando i giocatori dentro un’esperienza cooperativa per quattro partecipanti costruita su caccia, estrazione e una progressiva discesa nell’assurdo.
La premessa sembra quasi ordinaria: ogni notte si riceve un incarico, si entra nel parco, si cacciano gli animali richiesti, si trascinano le prede fino al furgone e si prova a tornare indietro tutti interi. Il problema è che Huntin’ Buddies non vuole essere un semplice gioco di caccia. I cervi hanno entrambi gli occhi sullo stesso lato della testa, le capre parlano latino e, più tempo si resta fuori, più cresce la sensazione che qualcosa stia iniziando a dare la caccia ai cacciatori.
Contratti, quote e notti sempre più malate
Il gioco si presenta come un titolo cooperativo di estrazione ambientato in un parco nazionale proibito. I contratti vengono accettati tramite cercapersone, con obiettivi legati al peso delle prede da riportare al furgone. Da lì nasce una dinamica semplice ma potenzialmente caotica: bisogna coordinarsi, scegliere le munizioni con attenzione, abbattere gli animali richiesti e trasportare fisicamente i corpi fino al punto di estrazione, cercando di non farsi sorprendere da ciò che si muove nel buio.
Le 15 notti previste diventeranno progressivamente più pericolose e imprevedibili. La formula guarda con evidenza al filone cooperativo reso popolare da giochi come Lethal Company, dove la routine lavorativa si trasforma rapidamente in panico condiviso, errori di comunicazione e fughe improvvisate. Huntin’ Buddies aggiunge però una cornice grottesca tutta sua, fatta di fauna deformata, regole fisiche poco rassicuranti e quella sensazione da gita sbagliata in cui ogni incarico sembra un’idea peggiore del precedente.
Cooperativa, fisica delle carcasse e munizioni limitate
Il multigiocatore supporta fino a quattro giocatori, con ingresso libero in partita, chat vocale e progressi del contratto condivisi. Il gioco può essere affrontato anche in solitaria, ma è evidente che il centro dell’esperienza sia la coordinazione con gli amici: dividersi i compiti, spostare le prede, coprirsi durante il ritorno al furgone e decidere quando vale ancora la pena restare nel parco o quando è meglio scappare senza fare troppe domande.
Tra gli elementi più particolari c’è la fisica delle carcasse, che richiede ai giocatori di trascinare e maneggiare le prede insieme, facendo attenzione a non tenderle troppo. Il comunicato è piuttosto chiaro su questo punto: se si esagera, il corpo può esplodere. A complicare ulteriormente le cose ci sono munizioni limitate e abbattimenti letali con un singolo colpo, che obbligano a non sprecare risorse e a scegliere bene ogni tiro.
L’identità di Huntin’ Buddies nasce proprio da questo contrasto tra una struttura quasi procedurale, fatta di contratti e recupero delle prede, e un tono sempre più inquietante, in cui il parco sembra perdere logica a ogni uscita notturna. Non è la caccia a fare paura, ma quello che comincia a rispondere dall’altra parte degli alberi. E quando gli animali iniziano a parlare, forse il vero obiettivo non è più completare il contratto, ma convincere tutti a tornare al furgone prima che sia troppo tardi.






