Nello spazio di Hyperwired non basta sparare, schivare e sperare che lo sciame nemico decida di prendersi una pausa. Bisogna anche restare collegati. L’action roguelike 2D sviluppato da Sidralgames e pubblicato da Selecta Play ed Entalto Publishing è disponibile dal 2 luglio 2026 su PC tramite Steam, Nintendo Switch, PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One e Xbox Series X|S, portando su più piattaforme una variante curiosa dello sparatutto con visuale dall’alto.
Il cuore del gioco è la meccanica “tethered”, costruita attorno a navi costrette a collegarsi fisicamente alle prese di energia per ricaricare armi e sistemi. Quando il velivolo è agganciato, la potenza offensiva aumenta in modo considerevole, ma la libertà di movimento viene limitata dalla lunghezza del cavo. È una trovata semplice da capire e subito leggibile sullo schermo, ma capace di cambiare il modo in cui si affrontano stanze, ondate di nemici e boss: più energia significa più possibilità di distruzione, ma anche meno margine per scappare quando la situazione degenera.
Una galassia da affrontare restando collegati
Hyperwired rilegge la struttura classica dello shooter spaziale attraverso una gestione costante delle risorse. La galassia è precipitata nell’oscurità e il giocatore deve attraversare settori generati proceduralmente, scegliendo quando agganciarsi alle fonti di alimentazione, quando staccarsi e come sfruttare il momento giusto per liberare tutta la potenza di fuoco accumulata. Il cavo diventa così un vincolo tattico, non un semplice dettaglio visivo: può trasformare una posizione in una trappola o in un punto di vantaggio, a seconda di come viene usato.
A dare ritmo agli scontri interviene anche un sistema di rallentamento ricaricabile, pensato per gestire le fasi più affollate. Tra corridoi stretti, proiettili nemici, sciami in movimento e boss posti alla fine di ogni galassia, il gioco chiede di muoversi con precisione e di leggere lo spazio prima di insistere con l’attacco. Il mega-laser e le armi più devastanti sono strumenti fondamentali, ma il punto resta sempre lo stesso: la nave è potente finché riesce a restare alimentata, e restare alimentati significa accettare un rischio.
Potenziamenti, navi e una flotta da ricostruire
La progressione roguelike di Hyperwired passa da batterie, chip temporanei, modificatori dei proiettili e oltre 40 potenziamenti pensati per modellare la configurazione di ogni partita. Il gioco include più di 250 combinazioni possibili, con miglioramenti legati a tempi di ricarica, potenza offensiva, lunghezza del cavo, sopravvivenza e capacità speciali. In questo modo ogni tentativo può prendere una direzione diversa, spingendo il giocatore a ottimizzare ciò che trova invece di seguire sempre lo stesso percorso.
La varietà riguarda anche le navi selezionabili, più di dieci, e i piloti dispersi da salvare lungo la corsa. Le unità recuperate possono unirsi alla battaglia e formare una piccola flotta di supporto, utile per affrontare nemici sempre più numerosi e boss di grandi dimensioni. Costruito in GameMaker, Hyperwired unisce pixel art, ritmo arcade e una meccanica centrale abbastanza forte da distinguere il progetto nel panorama degli sparatutto roguelike. La sua idea migliore è proprio quella di trasformare il limite in arma: in una galassia piena di pericoli, il cavo non è un impaccio, ma il filo sottile che separa una nave scarica da un’esplosione di caos ben indirizzata.






