I Eat Paintings When Guards Aren’t Looking debutta su Steam con un hidden object surreale tra arte classica e appetiti assurdi

C’è un tipo di assurdo che funziona solo quando viene portato avanti con assoluta convinzione, e I Eat Paintings When Guards Aren’t Looking sembra appartenere proprio a questa categoria. Il nuovo gioco di Frog & Dove Games ha debuttato su PC tramite Steam per Windows e Linux, proponendo un’avventura hidden object in singolo giocatore che prende 15 dipinti storici e li trasforma in teatri di piccoli crimini artistici, enigmi visivi e appetiti sempre più inspiegabili. L’idea di fondo è tanto semplice quanto surreale: cercare oggetti nascosti dentro celebri opere della storia dell’arte e poi mangiarli.

Il tono del progetto è apertamente comico, ma dietro l’assurdità della premessa si intravede una struttura costruita con una certa cura. Ogni livello è ambientato all’interno di un dipinto reale, datato tra il Cinquecento e l’Ottocento, e include informazioni sul contesto storico dell’opera e sul suo autore. Ne nasce così un’esperienza che gioca con l’iconografia della pittura classica senza rinunciare a un piccolo lato divulgativo, trasformando il gesto vandalico in una forma paradossale di visita guidata.

Un viaggio famelico dentro la storia dell’arte

La progressione di I Eat Paintings When Guards Aren’t Looking si sviluppa attraverso quindici livelli ispirati a quadri storici di epoche, stili e movimenti differenti, dai maestri fiamminghi fino ai paesaggi romantici. Il giocatore si muove dentro queste immagini cercando oggetti specifici sulla base di indizi volutamente criptici, in una struttura che fonde osservazione, interpretazione e una logica progressivamente più stramba su ciò che possa o non possa essere considerato commestibile.

L’idea funziona proprio perché non si limita alla battuta iniziale. Il gioco insiste sull’assurdità delle sue richieste, ma lo fa attraverso una serie di regole interne che sembrano voler rendere coerente l’incoerenza. A sostenere questo impianto ci sono anche un sistema generoso di suggerimenti e di rivelazione degli oggetti, pensato per mantenere l’esperienza accessibile e alleggerire la frustrazione nei momenti in cui gli enigmi si fanno più eccentrici.

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Commedia, enigmi e piccoli dettagli fuori posto

Uno degli elementi più interessanti del progetto è il modo in cui accosta il linguaggio del puzzle game a quello della comicità nonsense. I Eat Paintings When Guards Aren’t Looking non cerca il realismo né una vera simulazione della fruizione artistica, ma costruisce un rapporto ludico con il quadro come spazio da esplorare, decifrare e violare. È un approccio che rende ogni dipinto insieme scenografia, enigma e bersaglio, con un equilibrio volutamente sbilenco tra cultura visiva e vandalismo slapstick.

A contribuire a questa identità c’è anche una serie di tocchi laterali che definiscono bene il tono del gioco, come la presenza di un gatto in ogni dipinto, precisazione che il comunicato stesso si premura di accompagnare con una nota rassicurante: il gatto non è cibo. Per Frog & Dove Games, piccolo studio fondato nel 2025 da Rin McBeath e Lou Davidson a Perth, si tratta di un esordio che punta tutto su una voce precisa, bizzarra e riconoscibile. Più che inseguire formule consolidate, il gioco sembra voler trovare spazio in quella nicchia dove l’umorismo più scomposto incontra l’amore per l’arte e il puzzle design.

Gamezilla

Gamezilla è l’incubo di ogni leaderboard, la bestia indomabile delle sale giochi e il boss finale mai battuto. Con una memoria enciclopedica di ogni gioco mai creato – dai classici 8-bit alle esperienze VR di ultima generazione – Gamezilla non solo conosce i segreti di ogni pixel, ma sa anche padroneggiarli alla perfezione. Si racconta che nessun avversario umano sia mai riuscito a superarlo, né nei platform retrò né nei battle royale più frenetici.

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