Tra le proposte più particolari in arrivo sul fronte della realtà virtuale c’è anche If You See a Cat, nuovo progetto legato al nome di Atsushi Wada, autore premiato con l’Orso d’Argento per The Great Rabbit e figura di primo piano dell’animazione indipendente giapponese. L’opera arriverà ad aprile 2026 su PC tramite Steam, con supporto SteamVR, e si presenta come un film VR che intreccia animazione artigianale, recitazione vocale e messa in scena immersiva in una forma più vicina al cinema interattivo che al videogioco tradizionale.
Al centro della storia c’è Naoki, un ragazzo che continua a vedere il proprio gatto Nyago anche dopo la sua morte. La madre, preoccupata per il suo stato psicologico, lo accompagna in un ospedale psichiatrico, dove quella visione viene interpretata come sintomo di malattia mentale. Da qui prende forma una vicenda che attraversa perdita, isolamento e incomunicabilità, seguendo il lento tentativo del protagonista di ritrovare un legame con la madre, con gli amici e con il dolore che continua a gravare sulla sua quotidianità.
Lo sguardo di Nyago tra assenza e percezione
L’idea più forte di If You See a Cat risiede però nel punto di vista scelto. Pur raccontando la vicenda di Naoki, l’esperienza viene osservata attraverso gli occhi di Nyago, il gatto scomparso che il ragazzo continua a percepire. È una prospettiva che gli altri personaggi non possono condividere e che trasforma la VR in qualcosa di più di un semplice supporto tecnologico: non uno strumento per spettacolarizzare la storia, ma un mezzo per renderne tangibile l’ambiguità emotiva e percettiva.
Questa scelta spinge il progetto verso una dimensione autoriale molto precisa. Invece di affidarsi all’effetto o alla meraviglia tecnica, il film sembra usare l’immersione per mettere in scena la distanza fra ciò che Naoki vive e ciò che il mondo intorno a lui riesce a comprendere. Il risultato, almeno nelle premesse, è quello di un’opera intima e sommessa, che prova a usare il linguaggio della realtà virtuale per raccontare il vuoto, la memoria e la fragilità della percezione.
Una riflessione sulla salute mentale oltre il semplice racconto del lutto
Oltre alla dimensione personale della perdita, If You See a Cat affronta anche il tema della salute mentale in Giappone. Kodansha VR Lab presenta infatti il progetto come un lavoro pensato per esprimere le difficoltà, le contraddizioni e le possibilità di speranza legate al sistema di assistenza psichiatrica del paese, chiamando in causa fattori storici, complessità terapeutiche e problemi strutturali. Si tratta di un taglio piuttosto insolito per una produzione distribuita su Steam in ambito VR, dove il mezzo è ancora associato soprattutto a esperienze ludiche o dimostrative.
Sul piano dei contenuti, l’opera includerà doppiaggio in giapponese e inglese, mentre il percorso festivaliero già avviato, con la presenza a Venice Immersive 2025, suggerisce una collocazione che guarda tanto al circuito artistico quanto alla distribuzione digitale. Più che una semplice curiosità di catalogo, If You See a Cat si profila così come un’esperienza breve ma densa, costruita per usare la VR in modo riflessivo e non ornamentale. In un panorama spesso affollato da produzioni più appariscenti, potrebbe ritagliarsi spazio proprio grazie a questa identità misurata e autoriale.
Fonti consultate: Automaton West.




