SEGA continua a lavorare al New Virtua Fighter Project, il sesto capitolo principale della storica serie di picchiaduro 3D e il primo episodio completamente nuovo dopo quasi vent’anni. In una lunga intervista, il produttore Riichiro Yamada ha illustrato la filosofia alla base del progetto: un equilibrio complesso fra spettacolarità, fedeltà marziale e, soprattutto, una sensazione di “realtà”.
La “realtà” come eredità imprescindibile
Per Yamada, la vera essenza della serie è racchiusa in un concetto preciso: la realtà, non intesa come mera imitazione delle arti marziali, ma come credibilità delle interazioni e delle dinamiche di gioco. L’obiettivo non è costruire un simulatore, bensì un titolo che “si senta reale” pur rimanendo divertente e leggibile.
Secondo il produttore, questo spirito ha sempre reso Virtua Fighter un unicum nel panorama dei picchiaduro, una serie che per tradizione sperimenta e innova anziché limitarsi a reiterare formule consolidate.
Accessibilità, storia e presentazione: le aree da rinnovare
Yamada riconosce tuttavia alcuni aspetti da modernizzare. In particolare, l’idea diffusa che la serie sia difficile e criptica, nonostante l’uso di tre soli tasti, e la scarsa caratterizzazione in-game dei personaggi, i cui retroscena sono quasi sempre rimasti fuori dallo schermo.
Per questo motivo, il team sta lavorando a un’identità visiva e narrativa più marcata, capace di comunicare chi siano davvero figure iconiche come Akira e Wolf.
Un ruolo determinante lo sta avendo RGG Studio, che guida lo sviluppo e porta in dote una competenza riconosciuta nella creazione di ambientazioni credibili. Yamada ha elogiato la straordinaria velocità con cui il team realizza scenari complessi, come il quartiere degradato mostrato nel concept movie, capace di evocare l’atmosfera di una città reale.
Gameplay prima di tutto: niente interruzioni per la spettacolarità
L’integrazione fra presentazione cinematografica e gameplay rigoroso è però un terreno delicato. Yamada è netto: in un picchiaduro, qualsiasi elemento che interrompe il controllo diretto del giocatore “è inaccettabile”.
Gli effetti visivi e la spettacolarità devono quindi adattarsi al ritmo del combattimento, senza perturbare timing, frame data o reattività. L’unica eccezione concessa riguarda momenti non interattivi come le animazioni di KO.
Anche la progettazione dei personaggi richiede un bilanciamento complesso. Yamada spiega che il team ha cercato un punto d’incontro tra la sobrietà tradizionale del design della serie e la necessità di rendere i combattenti riconoscibili, carismatici e coerenti con i loro retroscena. Wolf, per esempio, è stato ridefinito esplicitamente come wrestler americano, integrando questa identità nel suo nuovo look.
Un Virtua Fighter per i veterani, ma anche per chi non l’ha mai toccato
Il produttore conclude anticipando che ulteriori informazioni saranno condivise con il prossimo aggiornamento ufficiale. L’obiettivo, ribadisce, è creare un titolo che non si rivolga soltanto agli appassionati più esperti, ma che possa essere apprezzato da un pubblico molto più ampio, pur rimanendo fedele alle radici della serie.
Il New Virtua Fighter Project è attualmente in sviluppo. Data di uscita e piattaforme restano da annunciare.
Fonti consultate: Automaton West.





