L’incontro tra cultura pop, turismo locale e accoglienza termale può trasformare anche una semplice vasca per pediluvi in una piccola meta da pellegrinaggio per appassionati. È quanto accaduto a Nanao, nella prefettura di Ishikawa, dove il Wakura Pokémon Footbath ha aperto al pubblico il 12 maggio come ashiyu gratuito decorato con statue dedicate a sette diverse specie di Pokémon. A meno di due mesi dall’inaugurazione, però, l’attrazione si trova già a fare i conti con una serie di danni che ha coinvolto quasi metà delle figure installate attorno alla vasca.
Il caso arriva in un momento in cui il marchio Pokémon continua a essere centrale non soltanto nei videogiochi, come dimostrano anche le iniziative legate ai 30 anni di Pokémon, ma anche nella promozione territoriale giapponese. Statue, installazioni e luoghi a tema sono ormai strumenti sempre più usati per valorizzare città, regioni e percorsi turistici, ma la loro esposizione diretta al pubblico comporta anche problemi di manutenzione, fragilità e comportamento dei visitatori.
Vaporeon, Psyduck e Gyarados tra crepe e rimozioni temporanee
Il primo danno segnalato al Wakura Pokémon Footbath risale al 21 maggio, quando alcuni visitatori hanno notato una crepa sulla coda di Vaporeon. Il giorno successivo, un uomo si è presentato spontaneamente spiegando di essersi appoggiato alla statua durante la visita e di aver causato accidentalmente il danno. Il 30 maggio è toccato invece a Psyduck, trovato con una parte del piede sinistro mancante; il frammento staccato è stato recuperato in un altro punto della struttura.
L’episodio più recente è avvenuto il 19 giugno, quando uno dei corni di Gyarados è stato danneggiato da un visitatore che ha dichiarato di averlo rovinato toccando la statua. In questo caso il danno sarebbe stato abbastanza contenuto da permettere alla figura di restare esposta, mentre Vaporeon e Psyduck sono stati temporaneamente rimossi per le riparazioni. La situazione ha portato gli operatori dell’ashiyu a installare nuovi cartelli di avviso e a rivalutare la robustezza delle statue, pensate per arricchire l’esperienza dei visitatori ma evidentemente vulnerabili a contatti troppo energici.
Quando l’attrazione pop diventa patrimonio da proteggere
Al momento, il Wakura Pokémon Footbath non applica un divieto assoluto di toccare le statue, anche se nella struttura sono già presenti avvisi che chiedono di non colpirle e di non salirci sopra. I casi di Vaporeon e Gyarados sembrano riconducibili a incidenti, mentre la vicenda di Psyduck appare più delicata: il pezzo mancante, ritrovato lontano dalla statua, ha spinto la città a presentare una segnalazione per danni alla polizia locale. Non è ancora chiaro se si sia trattato di un gesto intenzionale, ma il comportamento successivo al danneggiamento lascia intendere almeno una certa consapevolezza da parte del responsabile.
Il problema non riguarda soltanto Nanao. Negli ultimi anni il Giappone ha moltiplicato le installazioni legate a franchise popolari, dalle attrazioni dedicate a Evangelion a Hamamatsu fino alla presenza monumentale di Gundam all’Expo 2025 di Osaka. Iniziative di questo tipo funzionano perché trasformano personaggi e universi narrativi in luoghi fisici, ma proprio questa accessibilità le rende esposte a usura, distrazioni e interazioni non sempre adeguate.
Un rappresentante cittadino ha spiegato che, trattandosi di un’attrazione apprezzata, l’auspicio è che tutti maneggino le statue con maggiore cura. Se i danni dovessero continuare, l’amministrazione potrebbe valutare il divieto di contatto con le figure. Sarebbe una soluzione comprensibile ma anche un piccolo arretramento rispetto all’idea originaria dell’ashiyu, pensato come spazio accogliente e ravvicinato, in cui rilassarsi accanto ai Pokémon senza barriere eccessive. Per ora il messaggio resta semplice: anche quando si tratta di creature robuste come Gyarados, un’attrazione pubblica richiede la delicatezza che si riserverebbe a qualcosa di prezioso.
Fonti consultate: SoraNews24.






