L’adozione dell’Indonesia Game Rating System su Steam sta aprendo un nuovo fronte di discussione nel mercato videoludico del Paese. Nelle ultime ore, diversi utenti e osservatori hanno contestato la coerenza di alcune classificazioni comparse sulla piattaforma, alimentando dubbi sul funzionamento del sistema e sul rischio che un’etichetta poco chiara possa incidere sulla visibilità dei giochi. A riportare ordine nel dibattito è intervenuto il Ministero della Comunicazione e degli Affari Digitali indonesiano, Komdigi, precisando che varie classificazioni apparse online non derivano ancora da una verifica ufficiale dell’IGRS.
La questione nasce dall’obbligo, introdotto per l’Indonesia su Steam, di associare ai giochi una classificazione per età valida per il mercato locale. La documentazione ufficiale di Steamworks spiega che tutti i titoli devono avere un rating per poter essere offerti ai clienti indonesiani e che, nel prossimo futuro, i giochi privi di una classificazione valida non potranno più essere mostrati nello store locale. Lo stesso sistema prevede due possibili fonti del rating: una classificazione rilasciata direttamente da Komdigi tramite IGRS oppure una valutazione generata da Valve attraverso il questionario interno compilato dagli sviluppatori.
Le critiche sulle etichette e la risposta di Komdigi
La polemica è esplosa quando sui social e nei forum locali hanno iniziato a circolare segnalazioni di classificazioni considerate incoerenti, con titoli percepiti come adulti o violenti accostati a fasce d’età troppo basse, e prodotti ritenuti più innocui finiti invece in categorie molto restrittive. Senza entrare nel merito di singoli casi come se fossero già definitivi, Komdigi ha riconosciuto che le etichette attualmente visibili su Steam possono generare confusione e ha sottolineato che quelle circolate finora non rappresentano necessariamente i risultati ufficiali verificati dal sistema IGRS.
Secondo il direttore per lo sviluppo dell’ecosistema digitale Sonny Hendra Sudaryana, le classificazioni mostrate sulla piattaforma derivano in molti casi da un meccanismo di autodichiarazione da parte dei publisher, e non da una revisione formale supervisionata dal ministero. Proprio per questo il governo indonesiano ha annunciato l’intenzione di chiedere chiarimenti direttamente a Steam e di lavorare a un allineamento più preciso tra la logica interna della piattaforma e quella prevista dalla normativa locale. Il punto, nelle parole delle autorità, riguarda sia la conformità regolatoria sia la tutela dei consumatori, in particolare dei minori.
Un sistema ancora in assestamento e le possibili ricadute sul mercato
Il tema è rilevante perché non riguarda soltanto l’etichetta visibile nella pagina di un gioco, ma anche la sua futura disponibilità sul mercato indonesiano. Steamworks specifica infatti che, se un titolo non dispone di un rating valido, in futuro non sarà più mostrato ai clienti in Indonesia, pur restando accessibile a chi lo possiede già in libreria. Questo significa che la corretta implementazione del sistema non è un dettaglio cosmetico, ma un passaggio che può influire concretamente sulla reperibilità commerciale dei titoli nello store locale.
In questa fase, dunque, il caso Indonesia sembra raccontare soprattutto un sistema ancora in pieno assestamento. Da un lato c’è la volontà istituzionale di rafforzare la classificazione nazionale e rendere più chiara l’informazione al pubblico; dall’altro emergono i limiti di un’integrazione tecnica che, almeno per ora, non appare ancora perfettamente armonizzata. Per sviluppatori, publisher e utenti, la questione resterà centrale finché il rapporto tra IGRS e Steam non sarà tradotto in criteri più leggibili, coerenti e soprattutto verificabili.





