Starward Industries ha avviato una nuova fase di prova di Into the Fire su PC tramite Steam, in concomitanza con lo Steam PvE Survival Crafting Fest. Dopo i precedenti test pubblici dedicati ai sistemi di soccorso, questa versione introduce animali da salvare, nuove armi, attrezzature aggiuntive e missioni legate alla storia dell’isola. Un nuovo filmato accompagna l’apertura della sessione.
L’esperienza per giocatore singolo combina sopravvivenza, estrazione, esplorazione, creazione di oggetti e sviluppo della base in un territorio devastato da un cataclisma vulcanico. A differenza delle produzioni competitive costruite sulla raccolta del bottino, l’obiettivo principale consiste nel recuperare persone e animali prima che il disastro chiuda ogni via di fuga. Le risorse raccolte restano importanti, ma il risultato di una spedizione dipende soprattutto da quante vite riescono a raggiungere l’accampamento.
Il vulcano modifica percorsi e priorità
Le missioni sono sottoposte a un limite temporale e cambiano in base all’evoluzione dell’eruzione. Colate laviche, tempeste di cenere, terremoti, bombe vulcaniche e flussi piroclastici possono interrompere un percorso già utilizzato, aprire nuove possibilità oppure isolare intere zone. Trasportare un ferito attraverso edifici instabili e quartieri invasi dalle fiamme richiede quindi di controllare temperatura, acqua disponibile e risorse rimaste, decidendo quando proseguire e quando rientrare.
L’equipaggiamento riprende una tecnologia di soccorso dall’aspetto retrò, composta da fucili che sparano sostanze estinguenti, pistole antincendio, bombe a pressione, manichette e strumenti sismici. Questi dispositivi servono a contenere il fuoco, creare passaggi e affrontare le entità nate dalle fiamme. Il disastro naturale convive infatti con anomalie soprannaturali, rituali dimenticati e creature ispirate alle leggende locali, mantenendo incerto il confine tra fenomeni vulcanici e presenze più antiche.
Ogni sopravvissuto modifica l’accampamento
Le persone, gli animali e le piante recuperati contribuiscono direttamente allo sviluppo della base. Nuovi abitanti possono mettere a disposizione competenze, missioni, opportunità commerciali, strumenti e possibilità di creazione, mentre le risorse consentono di espandere i distretti e migliorare l’attrezzatura. L’accampamento non funziona quindi come un semplice menu tra una spedizione e l’altra, ma riflette i risultati ottenuti sul campo e le vite che non è stato possibile riportare indietro.
Le missioni narrative introdotte nella nuova prova approfondiscono la storia dell’isola e affiancano l’esplorazione di villaggi coperti dalla cenere, stazioni abbandonate e luoghi rituali. Starward Industries utilizzerà i riscontri raccolti per perfezionare estrazione, soccorso e sopravvivenza, proseguendo il lavoro su un progetto già presentato all’Indie Live Expo. Lo studio di Cracovia, autore di The Invincible e formato da sviluppatori provenienti anche da The Witcher 3, Dying Light e Layers of Fear 2, non ha ancora indicato una data per la versione completa.


