IROONI Color Tag debutta su Steam con un horror scolastico basato sui colori

Nel vasto territorio dell’horror indipendente capita ancora di imbattersi in idee capaci di distinguersi non tanto per la cornice, quanto per la regola che le governa. IROONI Color Tag, disponibile da oggi 3 aprile 2026 su PC tramite Steam, parte proprio da un’intuizione semplice e immediata: per restare vivi bisogna toccare il colore giusto. Attorno a questo principio, North Fox Games ha costruito un survival horror ambientato in una scuola abbandonata, dove il silenzio, l’esplorazione e la pressione costante del pericolo si intrecciano in una formula che cerca una strada diversa rispetto ai canoni più abituali del genere.

Il giocatore si ritrova intrappolato nell’edificio e deve cercare una via di fuga esplorando aule, corridoi e ambienti oscuri, evitando il terrificante Color Demon. Il cuore dell’esperienza, però, non risiede soltanto nella fuga o nel nascondersi, ma nella necessità di reagire al sistema cromatico che regola la sopravvivenza. La creatura richiama infatti uno tra quattro colori, rosso, blu, giallo o verde, e soltanto allineando la torcia al colore corretto sarà possibile evitare il suo attacco. In questo modo anche un oggetto apparentemente insignificante, come uno zaino o un secchio dimenticato nel corridoio, può diventare decisivo nel momento più critico.

Un survival horror che gioca con riflessi e percezione

L’idea più interessante di IROONI Color Tag è il modo in cui trasforma il riconoscimento visivo in meccanica di difesa. Toccare oggetti del colore giusto permette di cambiare la tonalità della luce della torcia, creando una tensione tutta basata sulla rapidità d’osservazione e sulla capacità di orientarsi nello spazio sotto pressione. Non si tratta quindi di un horror costruito soltanto sulla sottrazione o sull’impotenza, ma di un gioco che chiede di leggere l’ambiente, memorizzare gli elementi utili e reagire in una frazione di secondo quando il demone impone la propria regola.

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A rendere il sistema ancora più dinamico contribuiscono alcune meccaniche supplementari, come la possibilità di stordire l’Iro-oni toccando un colore all’ultimo istante, in una sorta di “parry cromatico” che introduce una finestra di rischio e ricompensa. Anche le tracce lasciate nei punti in cui si è stati catturati possono diventare nuove fonti di colore, suggerendo una struttura in cui l’errore non è soltanto punizione, ma anche un elemento che modifica il modo di affrontare i tentativi successivi. È un’impostazione che potrebbe dare al gioco un ritmo più originale del previsto, soprattutto per chi apprezza gli horror che nascono da una singola regola forte.

Una scuola abbandonata come labirinto di tensione accessibile

L’esplorazione dell’istituto resta comunque centrale. Per progredire sarà necessario recuperare oggetti chiave, osservare con attenzione gli ambienti e sfuggire non solo al Color Demon, ma anche ad altri nemici che ne supportano la caccia. La scuola abbandonata assume così la forma di un piccolo ecosistema ostile, dove ogni stanza può contenere tanto una risorsa salvifica quanto una nuova minaccia. In questo equilibrio tra ricerca, evasione e risposta immediata si definisce l’identità del gioco, che unisce elementi da walking simulator e survival horror in una formula volutamente compatta.

North Fox Games sottolinea inoltre di aver voluto costruire un’esperienza capace di puntare più sulla tensione psicologica dell’essere scoperti che su jump scare insistiti o eccessi gore. Anche per questo IROONI Color Tag include tre livelli di difficoltà selezionabili, cercando di rendere l’accesso meno respingente anche per chi normalmente frequenta poco il genere. Il risultato è un horror che prova a distinguersi con una premessa immediatamente leggibile e con una meccanica che, almeno sulla carta, potrebbe dare una personalità netta a una produzione piccola ma curiosa.

Gamezilla

Gamezilla è l’incubo di ogni leaderboard, la bestia indomabile delle sale giochi e il boss finale mai battuto. Con una memoria enciclopedica di ogni gioco mai creato – dai classici 8-bit alle esperienze VR di ultima generazione – Gamezilla non solo conosce i segreti di ogni pixel, ma sa anche padroneggiarli alla perfezione. Si racconta che nessun avversario umano sia mai riuscito a superarlo, né nei platform retrò né nei battle royale più frenetici.

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