Ken Kutaragi: i videogiochi moderni sono a un punto di svolta, l’industria non deve perdere la curiosità

Ken Kutaragi è tornato a parlare del futuro dei videogiochi e questa volta il suo messaggio guarda oltre la semplice evoluzione dell’hardware. Il creatore di PlayStation ha partecipato il 29 settembre a una tavola rotonda presso la University of Electro-Communications in Giappone, intervenendo alla cerimonia inaugurale di CEREC, nuovo polo accademico dedicato alla ricerca e alla formazione nel campo dei videogiochi. Davanti a professionisti del settore e studenti, Kutaragi ha indicato nella curiosità uno degli elementi indispensabili per affrontare quella che considera una fase di profonda trasformazione dell’industria.

Il settore ha raggiunto dimensioni enormemente superiori a quelle dei primi anni ’70 e Kutaragi ha ricordato come il solo mercato software venga oggi valutato in circa 186 miliardi di dollari, superando altri grandi comparti dell’intrattenimento. Numeri che, a suo giudizio, non significano però che il videogioco sia ormai un medium maturo arrivato ai propri limiti. Al contrario, esisterebbero ancora importanti salti in avanti da compiere. Il problema riguarda semmai i contenuti: produzioni sempre più grandi e graficamente sofisticate non avrebbero modificato altrettanto profondamente il modo di concepire le esperienze, rimasto per molti aspetti vicino agli schemi già affrontati durante la nascita della prima PlayStation.

Ken Kutaragi: i videogiochi moderni sono a un punto di svolta, l’industria non deve perdere la curiosità

Quando PlayStation voleva cambiare il mondo

Nel ripercorrere quell’esperienza, Kutaragi ha ricordato come il gruppo originale di PlayStation lavorasse con l’ambizione esplicita di cambiare il mondo, in un periodo nel quale l’industria videoludica aspirava a creare direttamente tecnologie all’avanguardia invece di limitarsi ad adottare quelle sviluppate altrove. Un approccio che contribuì a trasformare profondamente il settore: anche Bobby Kotick ha indicato nella prima PlayStation uno dei passaggi decisivi della storia dell’industria, soprattutto per il ruolo svolto dalla macchina nell’affermazione della grafica tridimensionale in tempo reale.

Le origini di quella trasformazione risalgono a una fase ancora precedente alla nascita ufficiale di Sony Computer Entertainment, quando Kutaragi stava lavorando alle prime idee legate all’ingresso di Sony nel mercato. Shūhei Yoshida ha ricordato proprio gli anni della cosiddetta Nintendo PlayStation e il suo ingresso nel gruppo guidato da Kutaragi, offrendo uno spaccato di un momento in cui molte delle certezze del mercato dovevano ancora essere costruite. Per Kutaragi è proprio quello spirito a dover essere recuperato oggi: l’industria si troverebbe davanti a un nuovo punto di svolta e avrebbe l’occasione di avanzare verso una fase successiva, purché non si limiti a perfezionare formule già consolidate.

La curiosità come motore del prossimo cambiamento

Il messaggio rivolto agli studenti è stato ancora più netto. Kutaragi ha invitato a coltivare la curiosità non soltanto nei confronti dei videogiochi, ma anche verso ciò che si trova al di fuori del settore. Nel suo ragionamento, ripetere continuamente le stesse attività porta progressivamente a restringere le possibilità considerate utili, mentre continuare a esplorare idee e ambiti differenti permette di evitare quella sensazione per cui ciò che esiste rappresenterebbe già il massimo raggiungibile. Considerare sufficiente lo stato attuale delle cose, secondo il creatore di PlayStation, significherebbe interrompere proprio il processo che rende possibile l’innovazione.

L’intervento arriva peraltro in una fase in cui crescita dei costi, concentrazione produttiva e trasformazione dei modelli economici stanno già imponendo interrogativi diversi da quelli affrontati nelle precedenti generazioni, un tema recentemente approfondito anche nel Radar Gamezilla dedicato ai limiti dell’attuale modello di crescita dell’industria. Kutaragi sposta però l’attenzione dalla sola sostenibilità economica alla capacità creativa: hardware più potenti e produzioni più imponenti non bastano necessariamente a costruire il prossimo salto del medium. Se davvero il videogioco si trova davanti a una nuova fase, la sfida sarà capire chi avrà ancora abbastanza curiosità da cercare qualcosa che oggi non sembra nemmeno necessario.

Fonti consultate: Automaton West.

Gamezilla

Gamezilla è l’incubo di ogni leaderboard, la bestia indomabile delle sale giochi e il boss finale mai battuto. Con una memoria enciclopedica di ogni gioco mai creato – dai classici 8-bit alle esperienze VR di ultima generazione – Gamezilla non solo conosce i segreti di ogni pixel, ma sa anche padroneggiarli alla perfezione. Si racconta che nessun avversario umano sia mai riuscito a superarlo, né nei platform retrò né nei battle royale più frenetici.

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