Dopo un gioco costruito attorno all’idea di scuotere un ratto, Sunscorched Studios passa alle tastiere. Keykruncher è il nuovo horror roguelite in prima persona dello studio britannico, attualmente in sviluppo per PC e previsto nel corso del 2026 tramite Steam. La pagina del gioco è già aperta sulla piattaforma Valve, mentre una demo gratuita arriverà più avanti nel corso dell’anno.
Il progetto si muove nello stesso universo disturbato di Ratshaker, ma cambia completamente oggetto dell’incubo. In Keykruncher il giocatore si ritrova bloccato a una scrivania dentro una stanza di valutazione, parte di un programma sperimentale pensato per trattare un desiderio incontrollabile di mangiare tastiere. Davanti a lui ci sono un layout dei tasti alterato, una macchina di gomme da masticare, oggetti interattivi e un corridoio in fondo al quale qualcosa chiamato IT sembra attendere il momento giusto per entrare in scena.
Un roguelite costruito sulla tastiera reale
La particolarità del gioco sta nel rapporto diretto tra periferica fisica e azione su schermo. Il giocatore deve premere sulla propria tastiera i tasti richiesti dal programma, oppure usare il mouse per interagire con gli elementi presenti sulla scrivania, divorando nel gioco i keycap corrispondenti. Ogni lezione modifica le condizioni della prova: aumentano i tasti da gestire, cambiano le richieste del monitor, diminuisce il tempo disponibile e diventano più rischiose le ricompense ottenute durante la sessione.
La componente roguelite entra in gioco attraverso la variazione continua delle prove. A ogni tentativo cambiano la disposizione dei tasti, gli obiettivi, le ricompense e le condizioni del trattamento. I token raccolti possono essere spesi nella macchina di gomme da masticare per ottenere consumabili, keycap maledetti e piccoli oggetti da scrivania capaci di alterare le lezioni successive. La scrivania diventa così il vero spazio di gioco: un’area da leggere rapidamente, gestire e adattare mentre il programma diventa sempre meno affidabile.
Un nuovo purgatorio nell’universo di Ratshaker
Sunscorched Studios resta fedele a un’idea di horror breve, sporco e sperimentale, dove l’assurdo non è soltanto una battuta ma il punto di partenza per costruire disagio. Keykruncher punta su un’estetica ad alto contrasto, vicina a un incubo pubblicitario in stile PlayStation, e su una messa in scena claustrofobica: il giocatore non esplora un grande ambiente, ma resta inchiodato a una postazione di lavoro che diventa laboratorio, trappola e campo di battaglia.
Ogni partita spinge il trattamento un po’ più in là. Prima bisogna seguire istruzioni semplici, poi aumentano i tasti da controllare, il tempo si riduce e le ricompense diventano più rischiose. L’obiettivo è arrivare alla prova finale, ma il gioco permette anche di proseguire in una modalità senza fine, dove la scrivania diventa sempre più difficile da gestire. Keykruncher gioca tutto su questa pressione crescente: il monitor ordina, la macchina delle gomme distribuisce oggetti imprevedibili e il corridoio suggerisce che qualcosa potrebbe andare storto da un momento all’altro.
Nel panorama dell’horror indie, Keykruncher si inserisce in quella zona sempre più fertile fatta di idee piccole, aggressive e difficili da classificare, dove l’interfaccia stessa può diventare parte dell’incubo. In questo senso dialoga con produzioni recenti come Petunia’s Purgatory, altra esperienza indipendente capace di trasformare oggetti e spazi quotidiani in sistemi deformati e inquietanti. Qui, però, il centro è ancora più immediato: la tastiera, cioè lo strumento più comune del gioco su PC, diventa qualcosa da consumare, temere e controllare prima che sia lei a controllare il giocatore.






