L’orrore non nasce sempre da ciò che si incontra nel buio; a volte prende forma da ciò che non si riesce a lasciare andare. Kopernicus: Extraction, nuovo gioco horror incrementale sviluppato da Simon Lukasik e pubblicato da Black Lantern Collective, arriverà su PC tramite Steam nel quarto trimestre del 2026. Il progetto segna il ritorno dell’autore di Bad Cheese, già co-creatore di Bulb Boy e Poopdie, con un’esperienza che unisce sopravvivenza, progressione compulsiva e immagini disturbanti.
Il gioco è ambientato su un pianeta alieno capace di usare la mente del protagonista per generare creature da incubo. Dopo lo schianto della stazione spaziale SSC Kopernicus, il giocatore si ritrova come unico sopravvissuto in un luogo ostile, dove ogni notte diventa una prova contro orrori sempre più insostenibili e ogni giorno serve a preparare strumenti, difese e risorse per restare in vita. La sopravvivenza, però, non passerà soltanto dalla costruzione della base: al centro dell’esperienza ci sarà anche l’estrazione di memorie traumatiche, frammenti di un passato irrisolto che il pianeta sembra voler trasformare in minaccia concreta.
Una base da espandere mentre gli incubi crescono
Kopernicus: Extraction costruisce la propria identità attorno a una struttura incrementale, in cui ogni ciclo dovrebbe spingere il giocatore a rafforzare la propria posizione, migliorare le possibilità di sopravvivenza e confrontarsi con nuove manifestazioni dell’orrore. Di giorno bisognerà espandere e mantenere ciò che resta della SSC Kopernicus, costruendo armi, strumenti e soluzioni improvvisate per resistere a un ambiente che sembra progettato per consumare chiunque vi rimanga troppo a lungo.
La notte, invece, porterà con sé creature generate dalle paure e dai ricordi del protagonista. Il comunicato parla di terrori inconoscibili e incubi traumatici, lasciando intendere un orrore meno legato alla semplice aggressione fisica e più vicino a una forma di persecuzione psicologica. La frase chiave del progetto, “There is no escape from the things you love”, suggerisce un rapporto morboso con l’attaccamento, la perdita e tutto ciò che, invece di salvare, può diventare una catena.
La nuova discesa disturbante dell’autore di Bad Cheese
Simon Lukasik non è nuovo a immaginari sgradevoli, grotteschi e volutamente scomodi. Con Bad Cheese aveva già lavorato su un horror psicologico dal forte impatto visivo, mentre Kopernicus: Extraction sembra spingersi verso una forma diversa di inquietudine, più sistemica e ripetitiva. Il gioco promette un’estetica retro in stile 2-bit, un sound design disturbante e una progressione pensata per trasformare l’accumulo di risorse, strumenti e ricordi in un rituale sempre più ossessivo.
L’idea dell’horror incrementale è particolarmente interessante perché applica al genere una dinamica solitamente legata alla crescita numerica e alla gratificazione costante. Qui, invece, ogni avanzamento sembra destinato a rendere più profondo il legame con il trauma e più fragile la sicurezza costruita dal giocatore. Espandere la base, aumentare le difese e scoprire nuovi frammenti di verità non significherà necessariamente sentirsi al sicuro, ma forse soltanto comprendere meglio la natura della prigione.
Black Lantern Collective, realtà formata da specialisti dell’horror e impegnata sia nello sviluppo sia nel supporto ad artisti indipendenti, accompagna così un progetto che punta a distinguersi per tono e struttura. Kopernicus: Extraction non sembra voler cercare il semplice spavento improvviso, ma una forma di disagio più lenta, costruita attraverso ripetizione, sopravvivenza e ricordi che riaffiorano nel momento peggiore. Su un pianeta che trasforma la mente in un campo di battaglia, restare vivi potrebbe essere soltanto il primo problema.






