Quando una città smette di svegliarsi, anche l’orrore cambia forma. È da questa premessa che prende avvio Koshmar: The Last Reverie, nuova esperienza action narrativa annunciata da Purple Ray Studio per PC tramite Steam. Il gioco conduce nella decadente Radwan, metropoli gotica divorata da una misteriosa peste del sonno, dove gli incubi cominciano a infiltrarsi nella realtà e a ridisegnare il destino dei suoi abitanti. Al centro del racconto c’è Violet, figlia di un becchino, cresciuta tra i cadaveri e guardata con timore dai vivi, costretta a muoversi sul fragile confine tra il mondo desto e quello dei sogni.
L’impianto del progetto punta su una miscela di racconto, combattimento e costruzione atmosferica, facendo della città stessa uno dei suoi elementi più importanti. Radwan si articola in quartieri differenti, dalle periferie operaie alle aree industriali dal gusto dieselpunk, tutti deformati in maniera diversa dall’avanzare del morbo. Tetti, vicoli e passaggi nascosti definiscono così un’esplorazione verticale che accompagna la lenta agonia di un luogo consumato dal sonno e dalla paura.
Una protagonista modellata dalla sanità mentale
Uno dei nuclei più interessanti di Koshmar: The Last Reverie è il sistema dinamico di sanità mentale, costruito per reagire alle decisioni del giocatore e influenzare l’evoluzione di Violet sia sul piano psicologico sia su quello visivo. Non si tratta soltanto di una meccanica accessoria, ma di un elemento centrale nella definizione del personaggio, che può trasformarsi in una presenza capace di terrorizzare gli incubi oppure smarrirsi progressivamente al loro interno.
Questa impostazione si riflette anche nel sistema di abilità, fondato sui poteri del sogno e dell’incubo attraverso alberi di sviluppo distinti. Il combattimento promette quindi una certa libertà nel definire il proprio stile, lasciando che la progressione della protagonista nasca dall’equilibrio tra specializzazione, sopravvivenza e adattamento a minacce sempre più distorte.
Radwan tra fenditure oniriche e verità sepolte
A scandire l’avanzata nell’avventura ci sono anche le nightmare rifts, fenditure disseminate nella città che aprono accessi diretti nelle menti delle persone colpite dalla peste. Questi varchi propongono sfide peculiari, in alcuni casi generate proceduralmente, e diventano uno degli strumenti principali per espandere varietà e tensione. Sigillarli permette di risvegliare i cittadini, raccogliere risorse e prepararsi a orrori più profondi, inserendo nel flusso del gioco una componente di rischio e ricompensa ben integrata nel contesto narrativo.
Sul fondo resta poi una trama che promette di stratificare progressivamente il mistero della pestilenza, sfumando di continuo il confine tra realtà e illusione. Koshmar: The Last Reverie prova così a costruire la propria identità attorno a un immaginario gotico compatto, a una città fortemente caratterizzata e a un sistema di trasformazione che lega in modo diretto azione, scelte e tenuta mentale. Per Purple Ray Studio, studio indipendente con sede a Cracovia, il titolo si presenta come un progetto ambizioso, deciso a fare dell’inquietudine non soltanto una cornice estetica, ma la materia stessa dell’esperienza.






