La scuola non è mai stata un luogo particolarmente sicuro nei murder mystery giapponesi, ma Kumitantei: Old-School Slaughter sembra voler spingere il concetto in una direzione ancora più spietata. Mango Factory e Akupara Games hanno pubblicato il primo episodio dell’avventura investigativa con elementi card battler, disponibile su PC tramite Steam, GOG, Epic Games Store e altre piattaforme digitali.
Il gioco trascina i partecipanti nella Absolute Class of ’89, un gruppo di sedici studenti rinchiusi in un bunker sotterraneo con un’unica consegna: sopravvivere. Quello che avrebbe dovuto rappresentare un nuovo capitolo della loro vita si trasforma presto in una partita di sospetti, omicidi, prove da occultare e accuse da indirizzare verso qualcun altro. In Kumitantei: Old-School Slaughter, l’empatia non è una virtù rassicurante, ma una fragilità da cui qualcuno potrebbe approfittare.
Un killing game tra anime anni Ottanta e misteri da tribunale
L’identità visiva di Kumitantei: Old-School Slaughter guarda all’animazione giapponese degli anni Ottanta, con un’ispirazione dichiarata a Urusei Yatsura, ma la struttura ludica pesca anche dalla tradizione delle avventure investigative e dei processi videoludici. Il riferimento a Danganronpa e Ace Attorney è evidente nella combinazione tra delitti da ricostruire, interrogatori, dibattiti e momenti in cui la logica deve tagliare le menzogne prima che sia troppo tardi.
Il tono viene descritto come creepy-cute, sospeso tra estetica colorata e contenuti decisamente più macabri. Il giocatore dovrà indagare scene del crimine, raccogliere prove, osservare comportamenti sospetti e portare tutto in tribunale durante i Clinical Trials. Ogni esitazione, ogni sguardo laterale e ogni dettaglio ignorato possono trasformarsi in un vantaggio per il colpevole, o in una condanna per l’intero gruppo.
Carte, legami e regali nel cuore del bunker
La componente card battler entra in gioco soprattutto nei dibattiti e nei processi. Le carte si ottengono esplorando il bunker e stringendo legami con i compagni di classe, ascoltandoli, conoscendoli meglio e offrendo loro regali personalizzati recuperati attraverso il Kitty Catcher. Più si approfondiscono i rapporti, più si ampliano le possibilità strategiche durante le discussioni, creando combinazioni utili a smontare contraddizioni e difendere la propria tesi.
Questa scelta aggiunge una tensione interessante alla dimensione sociale. Avvicinarsi agli altri può offrire strumenti decisivi, ma in un contesto dove chiunque potrebbe uccidere, mentire o manipolare, ogni rapporto rischia di diventare una scommessa. Kumitantei: Old-School Slaughter sembra quindi costruire il proprio fascino proprio su questa ambiguità: conoscere gli altri è necessario per sopravvivere, ma fidarsi troppo può essere il modo più rapido per finire tra le prove del prossimo caso.
Accanto alla trama principale, il gioco include anche minigiochi arcade dal sapore rétro, pensati come omaggi deformati alle icone della vecchia scuola videoludica. Mango Factory arriva al progetto dopo anni di esperienza maturata in community creative online e nella realizzazione della webserie anime Heaven of Despair, confermando una forte familiarità con il linguaggio dei killing game e delle visual novel investigative. Con questo primo episodio, Kumitantei: Old-School Slaughter apre dunque una storia a capitoli in cui sedici sospetti possono essere studenti, vittime o assassini, e solo il giocatore dovrà decidere quanto sangue serva per arrivare alla verità.






