Greengage Games ha annunciato Last Reach, action RPG d’avventura in terza persona ambientato in un mondo consumato da una corruzione in continua espansione. Il gioco, primo progetto del nuovo studio indipendente con sede a Copenaghen, è in sviluppo per PC tramite Steam e affida al giocatore il controllo di un druido chiamato a riportare in vita il proprio Grove, un boschetto distrutto dal quale dipendono direttamente le sue capacità.
La particolarità di Last Reach sta proprio nel modo in cui la crescita del protagonista viene integrata nel mondo. Il Grove sostituisce infatti il tradizionale albero delle abilità: ogni pianta scelta e ogni parte dell’ecosistema ripristinata modificano il bilanciamento tra Vigor e Bane, le due risonanze che determinano quali poteri druidici possono essere utilizzati in combattimento. La progressione non viene quindi trattata come un menu separato, ma come una conseguenza concreta di ciò che viene fatto al territorio.
Il Grove costruisce lo stile di combattimento
La distribuzione del potere tra Vigor e Bane cambia in base a ciò che viene coltivato, influenzando direttamente l’impostazione del personaggio. Ogni decisione compiuta nel boschetto può quindi aprire determinate possibilità e precluderne altre, costringendo a pensare alla propria configurazione prima ancora di entrare in battaglia. Il sistema sembra puntare su una crescita meno lineare rispetto a quella dei normali action RPG, dove la forza del protagonista deriva soprattutto dalla direzione presa dall’ecosistema che lo sostiene.
Gli scontri saranno basati sulla precisione e non perdoneranno facilmente gli errori. Nemici differenti e boss richiederanno preparazione, conoscenza delle proprie capacità e capacità di adattamento, in una struttura che mette il peso delle scelte prima dell’esecuzione. È un’impostazione che richiama, almeno per attenzione alla configurazione e alle conseguenze, altri action RPG recenti come The Blood of Dawnwalker, pur partendo da una filosofia e da un sistema di crescita completamente diversi.
La natura non offre scelte semplicemente giuste o sbagliate
Lo stesso principio viene applicato alla componente narrativa. Greengage Games parte dall’idea che la natura non riconosca categorie morali assolute, e le decisioni prese nei confronti di esseri umani, animali e nemici possono modificare il Grove e quindi anche il potere del protagonista. Un alleato può diventare una risorsa da sacrificare alla sopravvivenza, mentre una scelta apparentemente crudele può produrre un vantaggio concreto. Non ci saranno quindi opzioni presentate come moralmente corrette o sbagliate, ma conseguenze destinate a lasciare un segno sul mondo e sulla crescita del druido.
Greengage Games è stato fondato da due sviluppatori con oltre trent’anni complessivi di esperienza nell’industria, che hanno lavorato insieme a Expeditions: Rome prima di avviare il nuovo studio. La loro precedente esperienza con la serie è tornata recentemente d’attualità grazie a Expeditions: Samurai, nuovo capitolo affidato a un altro team di veterani della saga. Con Last Reach, però, il terreno cambia completamente: niente ricostruzione storica, ma un fantasy oscuro nel quale potere, sopravvivenza e natura finiscono per coincidere, e ogni albero riportato in vita può cambiare il modo in cui si affronta il prossimo scontro.


