L’universo disturbante di Loop//Error esce dallo schermo e prende la forma di un romanzo. Dark Product ha pubblicato infatti Loop//Error su Amazon, presentandolo come un prodotto complementare al videogioco omonimo già disponibile su Steam. L’operazione punta ad allargare in chiave narrativa un immaginario costruito attorno a memoria, identità e realtà instabile, mantenendo il legame con il tono psicologico e frammentato dell’esperienza interattiva.
La storia si muove tra i resti di una comunità online scomparsa. Nel 2004, un piccolo forum indipendente dedicato alla salute mentale svanisce senza spiegazioni: server spenti, utenti dispersi, archivi apparentemente cancellati. Anni dopo, però, cominciano a riemergere frammenti incompleti, cache parziali e materiali corrotti, tutti legati ai post di un utente chiamato GasGuy87. Le versioni dei messaggi si contraddicono, si sovrascrivono, cambiano dettagli, ma continuano a convergere sugli stessi elementi: una telefonata notturna da una stazione di servizio, un collega scomparso, un’autostrada deserta e una voce alla radio che sembra attirare tutto verso qualcosa di molto più oscuro.
Un romanzo che ricostruisce il mondo dietro il gioco
Più che raccontare una vicenda lineare, Loop//Error sembra voler simulare il ritrovamento di un archivio contaminato. Il romanzo presenta questi frammenti come un flusso continuo, ma attraversato da ripetizioni, variazioni sottili e slittamenti che mettono costantemente in dubbio la stabilità degli eventi. L’effetto cercato è quello di una discesa progressiva in una realtà che si ripete senza mai coincidere davvero con se stessa, dove le identità si confondono e la percezione del tempo smette di offrire appigli affidabili.
In questo senso, il libro non si limita a essere una semplice trasposizione. Viene proposto come una companion narrative pensata per approfondire i fili nascosti dell’esperienza videoludica, ricostruendo livelli ulteriori dello stesso universo. Se il gioco mette chi gioca dentro una realtà spezzata da attraversare direttamente, il romanzo prova invece a ricomporne i margini, offrendo una prospettiva più indiretta ma anche più ambigua. Le due forme sembrano così costruite per completarsi e destabilizzarsi a vicenda, come se ciascuna contenesse una parte della verità senza mai possederla davvero per intero.
Fra archivio perduto e autore fantasma
Uno degli aspetti più interessanti del progetto è il modo in cui insiste sul confine incerto fra finzione, documento e materiale recuperato. Il testo viene presentato come assemblato da archivi incompleti, versioni in conflitto e tracce che forse non avrebbero dovuto riemergere affatto. Anche la figura dell’autore, Koro, resta volutamente sfuggente, quasi più legata alla ricostruzione di materiali ambigui che a una firma pienamente identificabile.
Per Dark Product, Loop//Error rappresenta quindi qualcosa di più di un semplice prodotto derivato. È il tentativo di far vivere la stessa inquietudine attraverso un altro mezzo, mantenendo intatto il gioco di incertezze su cui si regge l’intero progetto. Il risultato è un’esperienza horror che si muove fra videogioco e letteratura, dove ogni nuovo frammento promette di chiarire qualcosa solo per rendere tutto ancora meno stabile.





