In Lostbound tornare sui propri passi può essere molto più pericoloso che continuare ad avanzare. Tenkarider e Tambù Digital hanno fissato al 6 ottobre 2026 l’uscita del roguelite action RPG su PC tramite Steam. Il viaggio si svolge attraverso una terra oscura e instabile, inseguita da una presenza chiamata La Mano che divora progressivamente il mondo, cancellando percorsi già attraversati e riducendo a ogni passo le possibilità di fuga.
Il progetto aveva già mostrato questa particolare struttura durante lo Steam Next Fest, dove una demo aveva permesso di sperimentare la regione iniziale, le prime armi e la ricerca degli Artefatti. La versione completa costruirà l’intera progressione attorno alla stessa tensione: esplorare più a fondo significa trovare risorse migliori e nuove opportunità, ma anche concedere alla minaccia che avanza il tempo necessario per chiudere definitivamente le vie lasciate alle spalle.
Ogni sentiero può scomparire dopo il passaggio
La mappa di Lostbound non è quindi uno spazio neutrale da attraversare liberamente. Passare troppe volte sulla stessa zona accelera la sua dissoluzione e costringe a pianificare gli spostamenti tenendo conto non soltanto della destinazione, ma anche di ciò che potrebbe rimanere disponibile al ritorno. La Mano continua ad avanzare indipendentemente dalle intenzioni del giocatore, trasformando il tempo e la geografia in risorse da amministrare con la stessa attenzione riservata alla salute o all’equipaggiamento.
Il principio cambia ulteriormente quando si entra nei dungeon. Qui si concentrano nemici, trappole, segreti e ricompense, ma spingersi troppo in profondità rischia di rendere impossibile tornare in superficie prima della notte. Ogni discesa diventa così un compromesso fra avidità e sopravvivenza: recuperare un Artefatto particolarmente utile può giustificare qualche stanza in più, purché La Mano non riesca nel frattempo a trasformare l’uscita in un ricordo.
Artefatti e build cambiano a ogni nuova fuga
Gli Artefatti vengono distribuiti diversamente a ogni run e determinano buona parte delle configurazioni disponibili. Armi, potenziamenti e risorse costringono quindi a costruire strategie sulla base di ciò che viene trovato, mentre i fallimenti alimentano la conoscenza necessaria per affrontare il tentativo successivo con maggiore consapevolezza. L’obiettivo non consiste semplicemente nel sopravvivere il più a lungo possibile, ma nel raccogliere tutti gli Artefatti prima che il mondo venga consumato e il protagonista trascinato nell’Abisso.
Tenkarider torna così a lavorare su pressione costante e progressione roguelite dopo The Rogue of Nexus, precedente action RPG dello sviluppatore italiano Giovanni Debidda. Con Lostbound quella tensione viene trasferita direttamente sulla struttura della mappa: il vero nemico non è soltanto ciò che attende davanti, ma anche il fatto che dietro potrebbe non esserci più nulla su cui tornare.


