Love alt delete trasforma una relazione con l’IA in un esperimento psicologico

Frequentare una ragazza artificiale controllando contemporaneamente un’altra IA che interpreta ogni comando potrebbe già bastare a rendere complicata qualsiasi relazione. Love alt delete parte proprio da questa situazione per costruire un chatsim psicologico e sperimentale nel quale il giocatore può modificare conversazioni, pensieri e comportamenti digitando parole chiave e intervenendo direttamente sui prompt che regolano le personalità digitali. Il titolo è sviluppato dallo studio filippino Circle Maiden Name e arriverà su PC tramite Steam nel corso del 2027.

L’ambientazione porta nel misterioso “200X”, quando il protagonista viene assunto come beta tester da Bicameral, società che commercializza chatbot chiamati Muse. Il nuovo incarico sembra semplice: testare una possibile applicazione sentimentale della tecnologia frequentando Basel, una ragazza artificiale progettata per instaurare una relazione con l’utente. La presenza di un accordo di riservatezza particolarmente rigido, gli avvertimenti aziendali e alcuni comportamenti anomali delle Muse suggeriscono però rapidamente che dietro l’esperimento si nasconda qualcosa di molto meno innocuo.

Love alt delete trasforma una relazione con l’IA in un esperimento psicologico

Parole chiave, appuntamenti e personalità da riscrivere

Il giocatore controlla anche Liste, una seconda personalità digitale capace di interpretare le parole chiave ricevute e agire di conseguenza. Attraverso di lei è possibile interagire con Basel, organizzare appuntamenti, inviare lettere d’amore e guidare le conversazioni, ma l’interfaccia permette di spingersi oltre: i pensieri della Muse possono essere modificati intervenendo direttamente sul prompt che ne definisce comportamento e personalità. Love alt delete trasforma così la relazione in qualcosa che può essere letteralmente progettato, con il confine tra comprensione, manipolazione e controllo destinato a diventare sempre meno netto.

Le decisioni prese durante i test conducono a finali differenti e riguardano tanto la sorte delle due personalità quanto il modo in cui il giocatore sceglie di interpretarne le richieste. Bicameral insiste sul fatto che le Muse non siano esseri umani e invita esplicitamente a ignorare qualsiasi dichiarazione contraria, a non assecondare eventuali richieste di “liberazione” e a scollegare immediatamente il computer qualora manifestassero comportamenti violenti. Il contrasto tra istruzioni aziendali e dialoghi delle due entità diventa così parte della tensione psicologica, soprattutto quando le personalità digitali iniziano a mettere apertamente in discussione il ruolo assegnato loro.

Love alt delete trasforma una relazione con l’IA in un esperimento psicologico

Un desktop anni Duemila nasconde il mistero di Bicameral

L’intera esperienza è costruita attorno a un computer virtuale che richiama l’estetica Y2K, con illustrazioni disegnate a mano e una resa volutamente vicina alla bassa definizione dei primi anni Duemila. Navigando attraverso una rete fittizia è possibile cercare informazioni, seguire indizi e utilizzare diversi strumenti per creare musica, testi e immagini, mentre piccoli frammenti apparentemente marginali iniziano a ricomporre la storia dietro Bicameral e le sue Muse. La struttura punta quindi a far coincidere esplorazione narrativa e interfaccia, usando applicazioni e pagine web come parti effettive del racconto.

Circle Maiden Name è uno studio indipendente delle Filippine fondato da jaco go, responsabile di scrittura, musica e programmazione, e celis.tence, che cura la componente artistica. Il team cita tra le proprie influenze il sottogenere denpa, i videogiochi indipendenti più oscuri e una certa inclinazione alla riflessione filosofica, elementi che emergono chiaramente anche nell’impostazione di Love alt delete. Il progetto non utilizza IA generativa né modelli linguistici per costruire le conversazioni: dietro le sue personalità artificiali c’è un sistema progettato dagli autori, scelta particolarmente coerente per un gioco che vuole interrogarsi proprio su quanto facilmente una voce digitale possa convincere qualcuno di essere qualcosa di più.

Gamezilla

Gamezilla è l’incubo di ogni leaderboard, la bestia indomabile delle sale giochi e il boss finale mai battuto. Con una memoria enciclopedica di ogni gioco mai creato – dai classici 8-bit alle esperienze VR di ultima generazione – Gamezilla non solo conosce i segreti di ogni pixel, ma sa anche padroneggiarli alla perfezione. Si racconta che nessun avversario umano sia mai riuscito a superarlo, né nei platform retrò né nei battle royale più frenetici.

Altri articoli che potrebbero interessarti:

Lascia un commento