Si chiude senza approdare al traguardo uno dei progetti più enigmatici e attesi del panorama shooting giapponese degli ultimi anni. M2 ha annunciato la cancellazione di Ubusuna, titolo presentato originariamente nel 2014 e rimasto a lungo avvolto da un’aura di curiosità proprio per il coinvolgimento di Hiroshi Iuchi, autore associato a opere di culto come Ikaruga e Radiant Silvergun. La decisione arriva in seguito alle dimissioni dello stesso Iuchi, figura chiave del team che stava portando avanti lo sviluppo del gioco.
Nel comunicato diffuso dalla società e dal representative director Naoki Horii, M2 spiega di aver valutato la possibilità di proseguire il progetto anche senza il suo autore principale, ma di essere giunta alla conclusione che, per la natura stessa del lavoro, completarlo in quelle condizioni sarebbe stato estremamente difficile. È un passaggio che restituisce con chiarezza quanto Ubusuna fosse legato non soltanto alla firma di Iuchi sul piano creativo, ma anche a una visione strutturale evidentemente considerata inscindibile dalla sua presenza.
La fine di un progetto inseguito per anni
L’annuncio pesa in modo particolare proprio perché Ubusuna apparteneva a quella categoria di giochi rimasti per lungo tempo in una zona sospesa tra promessa, attesa e mistero. Sin dalla sua rivelazione, il progetto aveva attirato l’attenzione degli appassionati di sparatutto giapponesi sia per il nome coinvolto sia per la relativa rarità di produzioni di questo tipo con un pedigree così marcato. Nel corso del tempo, però, il titolo era emerso solo a sprazzi, senza mai arrivare a una vera concretizzazione pubblica, alimentando un’attesa fatta più di suggestioni e frammenti che di materiali sostanziosi.
Anche per questo la cancellazione assume un valore che va oltre il singolo gioco. Con Ubusuna si interrompe infatti un percorso creativo durato più di un decennio, che aveva conservato intatto il proprio fascino proprio grazie alla sua natura incompiuta e alla figura del suo autore. M2, nel messaggio rivolto al pubblico, si è scusata con i fan che avevano continuato ad aspettare il progetto, ma anche con i creatori esterni coinvolti nello sviluppo e con i media che avevano sostenuto la strategia di comunicazione del titolo.
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Un addio che lascia aperto uno spiraglio
Pur confermando la fine dello sviluppo all’interno di M2, la società ha lasciato intravedere una possibilità, almeno teorica, per il futuro di Ubusuna. Secondo quanto dichiarato, Hiroshi Iuchi non avrebbe rinunciato all’idea di completare il gioco e, se in futuro dovesse emergere l’occasione di rilanciare il progetto al di fuori di M2, esso potrebbe anche arrivare a compimento, sebbene in una forma diversa rispetto a quella immaginata finora. Non è una promessa, né un annuncio implicito, ma basta a impedire che la vicenda si chiuda in modo del tutto definitivo sul piano simbolico.
Nel frattempo, alcuni segnali concreti della chiusura sono già emersi. Il video dedicato all’EP della colonna sonora di Ubusuna, precedentemente disponibile sul canale YouTube di M2, è stato reso privato, quasi a segnare il ritiro dell’opera da quello spazio liminale in cui aveva continuato a esistere come progetto ancora potenzialmente vivo. Lo studio ha inoltre rivolto un appello esplicito ai fan, chiedendo di evitare post speculativi o diffamatori nei confronti delle persone coinvolte e dei propri dipendenti, spiegando che la cancellazione ha già prodotto conseguenze pesanti sul piano fisico e mentale per chi vi ha lavorato. È una chiusura insolita per un annuncio di questo tipo, ma anche indicativa del peso umano che può accompagnare la fine di uno sviluppo lungo e travagliato.
Per gli appassionati del genere, la cancellazione di Ubusuna resta dunque una notizia amara, non solo per ciò che il gioco avrebbe potuto essere, ma anche per ciò che rappresentava: il possibile ritorno di una certa idea di shooter giapponese d’autore, filtrata attraverso il talento di uno dei suoi nomi più riconoscibili. Per ora, quel ritorno si ferma qui. Ma la storia, a giudicare dalle parole diffuse da M2, potrebbe non essere ancora del tutto conclusa.
Fonti consultate: Anime News Network.




