Dopo il debutto su PC, Manafinder si prepara ad allargare il proprio pubblico con l’uscita su console fissata al 3 aprile. Ratalaika Games e Wolfsden LLC hanno infatti annunciato il lancio del gioco su Nintendo Switch, Xbox One, Xbox Series X|S, PlayStation 5 e PlayStation 4, portando così anche su questi sistemi un JRPG che guarda con decisione alla tradizione del genere, tra pixel art, combattimenti a turni e un impianto fantasy costruito attorno all’esplorazione.
La storia è ambientata nel mondo di Aevi, terra vasta e ancora in gran parte indomata, dove bestie feroci si muovono in territori ostili e una comunità di sopravvissuti conosciuta come gli esiliati dipende dal potere delle manapietre per proteggere la propria civiltà. In questo scenario si inserisce Lambda, chiamato a farsi strada tra creature pericolose e altri avversari per recuperare le risorse necessarie alla sopravvivenza della propria gente, in un percorso che intreccia scoperta, combattimento e responsabilità.
Un JRPG che guarda alla tradizione
Il cuore di Manafinder sembra puntare soprattutto su un’impostazione classica ma ben riconoscibile. Il gioco viene presentato come un fantasy RPG nostalgico, fondato su combattimenti a turni e su una forte attenzione all’esplorazione del mondo. L’idea non è quella di reinventare il linguaggio del JRPG, quanto piuttosto di recuperarlo in una forma compatta e leggibile, facendo leva su un’estetica rétro e su una progressione che mette al centro il viaggio nel mondo di Aevi.
A sostenere questa struttura ci sono la raccolta di oggetti, armi e minerali elementali, oltre alla presenza di personaggi differenti da incontrare lungo il cammino. Il tono complessivo sembra quindi quello di un’avventura che affida buona parte del proprio fascino al senso di scoperta e al piacere dell’attraversamento, piuttosto che a una spettacolarità fuori scala.
Esplorazione, scelte e destino degli esiliati
Tra gli aspetti più interessanti del progetto c’è anche il richiamo al peso delle decisioni del giocatore. Il materiale promozionale insiste infatti sul fatto che le scelte avranno un ruolo nel definire il destino degli esiliati, suggerendo una progressione che non si esaurisce nello scontro con i nemici, ma prova a dare maggiore rilievo anche alla dimensione narrativa e morale del viaggio.
Con questa uscita su console, Manafinder si propone quindi come una piccola avventura fantasy capace di parlare soprattutto agli appassionati di JRPG più tradizionali, senza rinunciare a una propria identità fatta di pixel art, mondo aperto all’esplorazione e tono classico. Il 3 aprile segnerà così il passaggio del gioco verso un pubblico più ampio, in una formula che sembra puntare più sulla solidità e sull’atmosfera che sul colpo di scena.






