Curve Games e lo studio Turtle Juice hanno annunciato MECHBORN, nuovo roguelike deckbuilder che fonde l’estetica dei mech anime anni ’90 con suggestioni ispirate alla mitologia greca, proponendo una reinterpretazione piuttosto originale delle regole del genere. Il titolo introduce infatti un concetto chiave che ne definisce subito l’identità: il mech è il mazzo. Componenti, parti e configurazioni diventano carte, mentre piloti e abilità contribuiscono a modellare build personalizzate, pensate per affrontare un’invasione kaiju su scala planetaria.
In parallelo all’annuncio, gli sviluppatori hanno reso disponibile una demo pre-alpha su Itch.io a partire dal 21 gennaio, offrendo un primo assaggio del sistema di combattimento e della struttura roguelike. L’uscita completa è prevista per la fine del 2026 su PC via Steam, Xbox Series X|S, PlayStation 5 e Nintendo Switch, includendo anche Nintendo Switch 2.
Il mech è il mazzo: parti intercambiabili, piloti e sinergie
Ambientato in un mondo sull’orlo della distruzione, MECHBORN racconta una Terra assediata da continui attacchi kaiju, con le colonie umane costrette a resistere grazie all’intervento di TITANCORE, organizzazione che addestra e “forgia” i MECHBORN: piloti d’élite sottoposti a un processo di sincronizzazione con i mech, necessario per sviluppare le competenze in grado di fronteggiare l’invasione.
Il gameplay ruota attorno alla libertà di costruzione del proprio set di carte, ottenuta combinando parti di mech e sbloccando piloti con caratteristiche differenti. Il roster prevede 12 piloti, ciascuno con abilità e background specifici, e l’interazione tra pilota e macchina può generare sinergie dedicate, con combinazioni capaci di cambiare radicalmente il modo in cui si affrontano i combattimenti e si costruiscono le catene offensive.
La progressione promette una varietà elevata di build, sia per chi preferisce mixare componenti per creare combo mirate, sia per chi punta a set completi in grado di garantire perk aggiuntivi. L’obiettivo dichiarato è quello di offrire un deckbuilding altamente modulare, in cui la personalizzazione non sia un dettaglio estetico, ma la base stessa della strategia.
Conveyor Belt system, esplorazione libera e risorse da gestire
Il tratto più distintivo di MECHBORN è il Conveyor Belt system, un meccanismo che sostituisce la classica mano di carte con un “nastro” iniziale di sette carte: ogni volta che una carta viene giocata, viene immediatamente rimpiazzata da una nuova. Questo obbliga a ragionare in anticipo, posizionare le carte in modo più consapevole e costruire sequenze che valorizzino supporti e abilità del pilota, dando vita a combo capaci di ribaltare l’inerzia dello scontro.
Il gioco punta anche su una componente di esplorazione adattiva, senza percorsi fissi: ci si può muovere e combattere in qualsiasi direzione attraverso tre continenti in continua evoluzione. La libertà, però, è legata a un vincolo preciso, perché il carburante è una risorsa limitata e la gestione sbagliata può portare a restare bloccati, trasformando il pilota in una facile preda dei kaiju. Una scelta che introduce un livello di rischio e pianificazione tipico del roguelike, applicato però alla navigazione e alla gestione della campagna.
Il lead designer Ernani Rocha ha sottolineato come l’obiettivo fosse ripensare la strategia “turno per turno” del deckbuilder roguelike, facendo del nastro trasportatore il fulcro di un ritmo più dinamico e di decisioni costanti, non soltanto legate alla carta giocata ma anche a come si costruisce la sequenza successiva.
MECHBORN è atteso su Steam, Xbox Series X|S, PlayStation 5 e Nintendo Switch (inclusa Nintendo Switch 2) nella seconda metà del 2026, con una demo pre-alpha disponibile su Itch.io.







