Il panorama dei roguelite indipendenti continua ad accogliere declinazioni sempre più eccentriche, e tra le proposte più singolari delle prossime settimane spicca Menherarium, progetto sviluppato dal collettivo giapponese Tezcatlipoca e pubblicato da Phoenixx Inc., in arrivo su PC attraverso Steam il 18 febbraio. In attesa del lancio, una nuova demo consentirà di sperimentarne le meccaniche già dal 9 febbraio, offrendo un primo assaggio di un’esperienza che mescola azzardo, gestione delle risorse e un’estetica volutamente disturbante.
Al centro dell’azione si trova Menhera-chan, figura tanto graziosa quanto inquietante, che trasforma ogni partita in una sorta di rituale ludico dove la posta in gioco non è il denaro, ma il sangue stesso del giocatore. L’idea di fondo è semplice solo in apparenza: sopravvivere a una sequenza di sette giorni di prove, lanciando dadi e accettando regole che cambiano costantemente, mentre la salute viene consumata a ogni errore.
Un roguelite costruito sull’azzardo e sull’autolesionismo ludico
In Menherarium ogni turno ruota attorno al lancio dei dadi per recuperare preziose riserve vitali. Un risultato sfavorevole, tuttavia, comporta la perdita di sangue, letteralmente sottratto dalla protagonista, innescando una dinamica di rischio calcolato che ricorda un perverso gioco d’azzardo. La sopravvivenza passa quindi dalla capacità di bilanciare fortuna e strategia, sfruttando oggetti curativi, rilanci aggiuntivi e modifiche ai dadi per alterare le probabilità.
La progressione quotidiana introduce regole inedite e condizioni sempre più restrittive, costringendo a memorizzare eccezioni e vincoli che rendono ogni giornata diversa dalla precedente. Il risultato è una tensione costante, dove l’imprevedibilità diventa parte integrante del design e trasforma ogni run in un piccolo esperimento di adattamento. A fine giornata, una valutazione ironicamente televisiva assegna punteggi bizzarri come “vitalità” o “carisma”, sottolineando il tono grottesco che permea l’intera produzione.
Estetica disturbante e struttura da sopravvivenza a breve termine
L’identità del titolo non si limita alle meccaniche. Menherarium adotta uno stile visivo che accosta tenerezza e macabro, con una protagonista dall’aspetto quasi idol che contrasta con il tema ematico dell’esperienza. Questo scarto tonale diventa il vero marchio di fabbrica del progetto, capace di generare un senso di disagio controllato che accompagna ogni scelta del giocatore.
Le monete ottenute sopravvivendo ai vari giorni permettono di acquistare consumabili, kit d’emergenza e potenziamenti temporanei, costruendo una progressione tipica dei roguelite moderni, fatta di piccoli vantaggi cumulativi e tentativi sempre più consapevoli. Il focus resta però sulle partite brevi e intense, dove ogni errore pesa e ogni successo è frutto di una combinazione di intuito e fortuna.
Con la demo imminente e il lancio fissato a metà febbraio, il titolo si presenta come una curiosità d’autore destinata agli appassionati di esperienze sperimentali, capace di rileggere il concetto di “gioco di dadi” in chiave decisamente più cupa e psicologica.






