Lo sviluppatore svedese Off Black Creations e il publisher Oro Interactive hanno annunciato MOLE, horror psicologico in prima persona in arrivo su PC attraverso Steam nel corso del secondo trimestre 2026. Il progetto, già provabile tramite una demo gratuita, mette il giocatore al comando di una colossale macchina perforatrice impegnata a scavare nelle profondità del sottosuolo, in un contesto postbellico dalle atmosfere cupe e oppressive.
L’ambientazione abbandona i canoni dell’horror tradizionale per concentrarsi su isolamento, tensione mentale e senso di costante precarietà. Più che combattere, occorre mantenere operativi i sistemi della trivella, trasformando la manutenzione del mezzo nella principale meccanica di sopravvivenza.
Una macchina viva da mantenere funzionante
In MOLE l’intera esperienza ruota attorno alla gestione diretta dell’enorme veicolo sotterraneo. Valvole, generatori, quadri elettrici e condotti devono essere controllati manualmente, con interazioni fisiche che sostituiscono le classiche interfacce astratte. Ogni guasto può compromettere la discesa, costringendo a intervenire rapidamente in spazi angusti e poco illuminati.
Anche gli enigmi sono completamente diegetici: strumenti, pannelli e macchinari fanno parte del mondo di gioco e diventano gli unici mezzi per procedere, rafforzando l’immersione e la sensazione di trovarsi realmente intrappolati all’interno di una struttura metallica che scricchiola sotto pressione.
Un horror narrativo compatto e autoriale
Il team punta su un’esperienza concentrata, costruita attorno a sequenze cinematografiche, momenti di forte impatto visivo e una narrazione che esplora temi come colpa, fede e perdita di lucidità. Frammenti di memoria e ricordi sepolti emergono progressivamente durante la discesa, contribuendo a sfumare il confine tra realtà e allucinazione.
L’obiettivo non è la spettacolarità, ma una tensione costante, alimentata dal rumore dei macchinari e dalla sensazione che ogni metro scavato renda il ritorno sempre più incerto. La demo già disponibile consente di testare in anticipo questo equilibrio tra gestione tecnica e suggestione psicologica, offrendo un primo sguardo sul tono dell’opera.






