Scendere nelle viscere della Terra non sarà soltanto una questione di profondità, ma di lucidità mentale. MOLE, esperienza horror psicologica sviluppata da Off Black Creations e pubblicata da Oro Interactive, arriverà il 15 giugno su PC tramite Steam. Il gioco mette il giocatore al comando di una gigantesca macchina perforatrice, un vascello da trivellazione abbandonato che continua a rispondere al richiamo di un misterioso Segnale proveniente da sotto la superficie.
Il protagonista è il Navigatore, rimasto solo a bordo di una struttura meccanica immensa e dormiente. L’equipaggio è scomparso, i sistemi richiedono interventi manuali e la realtà sembra incrinarsi a ogni nuova discesa. Per avanzare sarà necessario comprendere il funzionamento della macchina, azionare leve, interruttori e apparati, riparare componenti danneggiati e decifrare l’architettura interna del mezzo senza tutorial, indicatori o aiuti espliciti. MOLE costruisce così la propria tensione su un principio molto concreto: sopravvivere significa imparare a usare ciò che si ha davanti, anche quando la mente comincia a tradire.
Una macchina da capire prima di poter sopravvivere
La componente simulativa di MOLE non è un semplice dettaglio estetico, ma il cuore dell’esperienza. Il giocatore dovrà interagire direttamente con i sistemi della trivella, comprendendo progressivamente come mantenerla in movimento e come reagire quando qualcosa si rompe. Ogni meccanismo diventa parte di un linguaggio da apprendere sul campo, senza istruzioni immediate e senza quella rete di sicurezza che spesso accompagna il giocatore nei titoli più guidati.
Questa scelta rafforza il senso di isolamento. Non si tratta soltanto di attraversare corridoi oscuri o assistere a eventi inquietanti, ma di assumersi la responsabilità fisica del mezzo. Le paure emergono dalla pressione dei sistemi, dall’incertezza sulle procedure corrette e dalla sensazione che ogni errore possa fermare la discesa o spalancare qualcosa di peggiore. Il nuovo trailer pubblicato per l’annuncio della data mostra proprio questa combinazione tra atmosfera opprimente, interazioni tattili e sequenze più dure, pensate per rendere la trivella un luogo vivo, ostile e incomprensibile.
Memoria, fede e colpa sotto la superficie
Il viaggio di MOLE non riguarda soltanto il Segnale. Man mano che la macchina scende, frammenti del passato del Navigatore tornano a galla, portando con sé colpa, perdita, religione e decisioni mai davvero sepolte. Il gioco lavora su una realtà instabile, in cui ciò che accade nella trivella e ciò che si spezza nella mente del protagonista finiscono per sovrapporsi. Più ci si avvicina alla fonte del richiamo, più diventa difficile distinguere tra guasto meccanico, ricordo e allucinazione.
Off Black Creations descrive il progetto come un’esperienza compatta, della durata indicativa di quattro o cinque ore, costruita attorno a scenari intensi, sequenze atmosferiche e una narrazione dal forte impatto emotivo. I riferimenti a Mouthwashing e Iron Lung aiutano a collocare il tono del gioco: un horror claustrofobico, più interessato alla pressione psicologica e alla materialità dei sistemi che alla semplice sorpresa improvvisa. La paura nasce dal dover continuare a scavare anche quando tutto suggerisce di fermarsi.
Lo studio svedese Off Black Creations è composto da quattro persone provenienti anche da esperienze nello sviluppo AAA, riunite con l’obiettivo di esplorare giochi brevi, curati e fortemente diegetici. Con MOLE, il team punta su una forma di horror che chiede fiducia al giocatore, lasciandolo solo davanti alla macchina e ai suoi errori. La discesa verso il Segnale promette così di diventare una resa dei conti con il sottosuolo, ma soprattutto con ciò che il Navigatore ha cercato troppo a lungo di non ricordare.






