La serie dedicata all’esplorazione rilassata e alla scoperta naturalistica si prepara a compiere un deciso salto di scala. Con Morels: Out of this World, lo sviluppatore Abrams Studios abbandona i boschi terrestri dei capitoli precedenti per proiettare l’esperienza su mondi alieni, mantenendo però intatta la filosofia contemplativa che ha caratterizzato il franchise. Il nuovo episodio è atteso nel corso del 2026 su PC tramite Steam.
L’idea resta quella di un’esplorazione lenta, personale e priva di pressioni, ma traslata in scenari fantascientifici dove ogni riferimento familiare viene meno. Pianeti sconosciuti, biomi eccentrici e creature inedite sostituiscono i paesaggi naturali tradizionali, trasformando la raccolta e l’osservazione in una vera spedizione oltre i confini della Terra.
Esplorazione pacifica tra funghi alieni e fauna sconosciuta
Il fulcro del gameplay ruota ancora attorno alla scoperta. I giocatori potranno aggirarsi liberamente in ambientazioni costruite a mano, cercando specie rare di funghi extraterrestri e documentando la vita locale attraverso la fotografia. Ogni pianeta promette caratteristiche specifiche, con giungle luminescenti, deserti ostili, foreste anomale e perfino un mondo in cui sopravvivono creature preistoriche come i dinosauri.
In linea con lo spirito della saga, non sono previsti combattimenti né limiti di tempo: l’esperienza punta a favorire curiosità e osservazione, premiando chi desidera esplorare con calma e completare collezioni di specie vegetali e animali, più che affrontare sfide adrenaliniche.
Continuità con la serie e nuove atmosfere sci-fi
Pur introducendo un’ambientazione completamente nuova, Morels: Out of this World riprende diversi elementi già noti ai fan, come strumenti, sistemi di raccolta e progressione basata sul completamento dei cataloghi. A cambiare è soprattutto il contesto, ora accompagnato da un’estetica fantascientifica e da una colonna sonora atmosferica che sottolinea il senso di meraviglia e isolamento.
Ne emerge una produzione che ambisce a espandere la formula originale senza tradirne l’identità, proponendo un viaggio contemplativo tra mondi sconosciuti dove la scoperta conta più dell’azione e ogni passo diventa occasione di meraviglia.






