Tra i progetti indipendenti che negli ultimi mesi hanno attirato più attenzione per stile e identità visiva, MotorSlice ha scelto di puntare tutto su una combinazione molto precisa: movimento libero, combattimento feroce e un mondo meccanico da scalare e distruggere. Top Hat Studios e lo sviluppatore brasiliano Regular Studio hanno confermato che il gioco sarà disponibile dal 5 maggio 2026 su PC attraverso Steam e GOG, PlayStation 5 e console Xbox, portando finalmente al lancio un titolo che si era già fatto notare anche su Steam per la forte circolazione online e per il numero di utenti pronti a seguirlo.
Al centro dell’esperienza c’è P, una “Slicer” incaricata di infiltrarsi in una gigantesca megastruttura, raggiungerne la cima e annientare tutte le macchine che incontra sul percorso. Quello che all’inizio sembrerebbe un compito quasi ordinario si trasforma però rapidamente in qualcosa di ben più inquietante, soprattutto quando la protagonista scopre che l’edificio abbandonato nasconde una presenza meccanica enorme e minacciosa. Ad accompagnarla c’è un Orb Drone malfunzionante, presenza che introduce una dinamica di coppia in un’avventura che si muove costantemente tra azione pura e isolamento ambientale.
Parkour veloce, scontri brutali e boss da smontare pezzo per pezzo
Il cuore di MotorSlice è chiaramente il movimento. Il gioco promette un sistema di parkour fluido, costruito su corsa, arrampicata e scivolate, con l’obiettivo di far percepire la megastruttura come uno spazio da leggere e attraversare più che da subire. In questo senso, l’architettura brutalista e i vasti ambienti liminali non sembrano servire solo a costruire atmosfera, ma diventano parte integrante del ritmo dell’azione, trasformando ogni segmento in una prova di slancio e controllo.
Accanto alla mobilità, il gioco insiste anche su un combattimento molto aggressivo, dove il margine d’errore pare volutamente ridotto. L’idea è quella di uno scontro rapido e brutale, in cui chi sbaglia per primo paga subito le conseguenze. La motosega di P non è quindi soltanto un elemento scenografico, ma il centro di una formula che vuole dare peso al contatto diretto e all’impatto fisico. Questo impianto raggiunge probabilmente il suo punto più spettacolare negli scontri con le grandi macchine, boss fight che il gioco presenta come battaglie verticali da affrontare arrampicandosi sui colossi meccanici per poi smembrarli.
Tra azione estrema e frammenti di quotidianità
Uno degli aspetti più curiosi di MotorSlice è però il contrasto tra la durezza del suo impianto ludico e il tono più intimo di alcune sezioni narrative. Il gioco alterna infatti le fasi di sfida più pura a momenti più raccolti, quasi da slice of life, in cui P riflette sulla propria condizione e sulla stranezza di vivere come routine un lavoro tanto assurdo e pericoloso. È una scelta che potrebbe dare al progetto una voce più riconoscibile, evitando che l’intera esperienza si riduca a una semplice escalation di parkour e boss.
A rafforzare questa identità contribuiscono anche la direzione artistica, definita da una grafica low-poly moderna ma fortemente pixelata, e una colonna sonora drum and bass e jungle firmata da Pizza Hotline, pensata per sostenere sia la velocità dell’azione sia la sospensione più astratta degli ambienti. Con il doppiaggio completo di Kira Buckland nel ruolo di P e l’aggiunta di una selfie cam per immortalare i momenti più importanti, MotorSlice sembra voler essere insieme action duro, esercizio stilistico e piccolo racconto di alienazione lavorativa in chiave futurista. Una miscela rischiosa, ma proprio per questo potenzialmente molto interessante.




