Riportare in vita Final Fantasy VI, Final Fantasy VIII o Final Fantasy IX con lo stesso approccio adottato per il settimo capitolo richiederebbe uno sforzo produttivo enorme. Naoki Yoshida, direttore e produttore di Final Fantasy XIV, ha affrontato l’argomento durante il Fan Festival 2026 di Berlino, invitando gli appassionati a considerare la quantità di contenuti che Square Enix dovrebbe ricostruire per realizzare adattamenti moderni realmente fedeli agli originali.
Yoshida comprende il desiderio di chi vorrebbe vedere altri capitoli storici ricevere il trattamento riservato a Final Fantasy VII, ma teme che la loro estensione impedirebbe di racchiudere ogni progetto in una sola uscita. Secondo il produttore, un rifacimento completo potrebbe infatti trasformarsi in una serie composta da quattro o persino cinque giochi, superando quindi anche le dimensioni della trilogia avviata con Final Fantasy VII Remake.
La scala degli originali renderebbe insufficiente un solo gioco
Le osservazioni di Yoshida non riguardano soltanto la durata delle avventure originali, ma la quantità di personaggi, ambientazioni, eventi e sistemi che dovrebbero essere reinterpretati secondo gli standard produttivi contemporanei. Il produttore ha citato espressamente Final Fantasy VI, Final Fantasy VIII e Final Fantasy IX, spiegando che la loro trasformazione in giochi moderni comporterebbe una mole di lavoro difficile da immaginare osservando soltanto la struttura delle versioni classiche.
Le sue parole non rappresentano una conferma né una smentita dell’esistenza di simili progetti. Yoshida ha piuttosto voluto ridimensionare l’idea che Square Enix possa semplicemente applicare a ogni episodio la formula utilizzata per il settimo capitolo. Dividere un singolo gioco in quattro o cinque parti significherebbe impegnare sviluppatori e risorse per molti anni, mantenendo contemporaneamente la continuità narrativa e l’interesse del pubblico fino alla conclusione dell’intera operazione.
Naoki Hamaguchi smentisce ancora il remake di Final Fantasy VI
La discussione è nata dopo una domanda rivolta a Naoki Hamaguchi, direttore della serie remake di Final Fantasy VII, sul gioco che maggiormente aveva influenzato la sua vita. Hamaguchi ha indicato ancora una volta Final Fantasy VI, ma ha precisato che questa risposta è stata spesso trasformata in modo arbitrario nell’annuncio di un rifacimento. Il director continua quindi a smentire le interpretazioni secondo cui il suo legame personale con il titolo dimostrerebbe l’esistenza di un progetto già in lavorazione.
Nel frattempo, Square Enix è ancora impegnata nella conclusione della trilogia dedicata al settimo episodio. Dopo Final Fantasy VII Rebirth, il terzo capitolo porterà a termine una reinterpretazione iniziata diversi anni prima e ormai estesa a numerose piattaforme. Hamaguchi ha già anticipato nuove idee per l’episodio conclusivo, mentre le dichiarazioni di Yoshida mostrano quanto sia difficile trasformare questa operazione eccezionale in un modello applicabile automaticamente agli altri capitoli della serie.
Fonti consultate: Anime News Network.

