Nitro City Racing, l’autostrada dei quasi incidenti

A un certo punto, durante Nitro City Racing, viene naturale chiedersi se in questa città abbiano vietato le curve per decreto comunale. Tutto corre dritto, tutto punta in avanti, tutto sembra disegnato per mettere alla prova una sola abilità: cambiare corsia prima che un’auto, un furgone o un autobus trasformino il cofano in una fisarmonica triste. Sviluppato da eastasiasoft e Inlogic Software, pubblicato da eastasiasoft e provato su PlayStation 5, il gioco è disponibile anche per PlayStation 4, Xbox One, Xbox Series X|S e Nintendo Switch. La promessa è quella di una guida arcade da strada, con veicoli da scegliere, potenziamenti, traffico da evitare, missioni, modalità Carriera, One-Way, Free Ride e visuale interna o esterna. La realtà è più piccola: un gioco di riflessi, sorpassi ravvicinati e punteggi su lunghi rettilinei, dove la corsa vera e propria resta più un’idea evocata dal titolo che una struttura concreta.

Il punto va chiarito subito, prima che qualcuno entri in pista aspettandosi duelli ruota a ruota, rivali aggressivi, curve affrontate in derapata e arrivi al fotofinish. Nitro City Racing non lavora su quel tipo di emozione. Qui si guida nel traffico, si sfiorano le vetture per accumulare punti, si cerca di mantenere alta la velocità e si sopravvive abbastanza a lungo da completare obiettivi o migliorare il proprio risultato. È un impianto semplice, immediato e persino gradevole nei primi minuti, perché infilarsi tra due auto con il margine di sicurezza di uno scontrino piegato dà una piccola scarica di soddisfazione. Il problema è che quella scarica arriva presto, si ripete spesso e dopo un po’ comincia a somigliare al clacson di qualcuno fermo sotto casa: all’inizio si nota, poi dà fastidio.

Veloci sì, vari un po’ meno

La guida ha il merito di essere accessibile. Le auto rispondono in modo abbastanza rapido, il cambio di corsia è leggibile e il senso di velocità funziona, soprattutto quando si passa ai veicoli più performanti. Nitro City Racing riesce a comunicare una discreta tensione nei momenti più affollati, quando il traffico aumenta, la strada si riempie e ogni spazio libero sembra apparire un istante prima di chiudersi per sempre. In quelle situazioni il gioco trova il suo piccolo centro: non chiede tecnica raffinata, ma riflessi, attenzione e una certa capacità di non farsi prendere dall’entusiasmo appena si vede uno spiraglio. Perché lo spiraglio, quasi sempre, è una trappola con le ruote.

La struttura concede anche una funzione di rallentamento temporaneo, utile per gestire le fasi più caotiche e attraversare il traffico con una precisione altrimenti piuttosto ottimistica. È una meccanica semplice, ma sensata, perché aggiunge un minimo di controllo tattico a un’esperienza altrimenti costruita quasi solo sull’evitamento. Il sistema di potenziamenti introduce poi un progresso basilare: si guadagnano monete, si sbloccano nuovi veicoli, si migliorano velocità, frenata e altre caratteristiche. La differenza tra i mezzi si sente, e la presenza della visuale interna è una scelta apprezzabile. Limitata, scomoda quanto basta, ma più intensa. Guidare dall’abitacolo rende ogni sorpasso più rischioso e ogni errore più personale, come se il parabrezza avesse deciso di diventare un giudice severissimo.

Il problema, però, resta sempre lo stesso: Nitro City Racing ha poche idee e le spreme fino all’ultima goccia di benzina. L’azione consiste quasi sempre nello schivare traffico su strade molto simili, con varianti troppo timide per cambiare davvero il ritmo. A volte le vetture procedono tutte nella stessa direzione, altre volte compaiono corsie con traffico contrario, ma la sostanza rimane invariata. Manca una costruzione più fantasiosa delle situazioni: niente tratti davvero diversi, niente condizioni capaci di modificare la guida in modo significativo, niente scenari che costringano a ripensare l’approccio. Tutto corre, certo. Ma corre nello stesso modo, sulla stessa idea, con la stessa faccia da autostrada infinita.

La Carriera mette il turbo alla ripetizione

La modalità Carriera prova a dare spessore al pacchetto attraverso una lunga serie di missioni. Gli obiettivi cambiano nei numeri, ma non abbastanza nella sostanza: bisogna accumulare sorpassi ravvicinati, mantenere una certa velocità, percorrere determinate distanze, guidare senza incidenti o affrontare condizioni leggermente più pericolose. All’inizio funziona, perché dà un motivo per continuare oltre il semplice punteggio personale. Dopo qualche giro, però, emerge il difetto principale del gioco: le sfide sembrano riproporre lo stesso vocabolario con parole appena rimescolate. È come se l’esaminatore della scuola guida avesse una sola domanda e continuasse a ripeterla alzando progressivamente la voce.

One-Way e Free Ride confermano la stessa impostazione. La prima concentra l’esperienza sul traffico in una sola direzione, la seconda lascia più libertà, mentre le modalità sbloccabili aggiungono qualche piccola variazione. Nessuna, però, riesce a cambiare davvero il carattere del gioco. Nitro City Racing avrebbe avuto bisogno di più coraggio nel trasformare le proprie regole: sfide legate all’uso delle luci, condizioni atmosferiche, percorsi più stretti o più larghi, traffico con comportamenti più imprevedibili, sezioni notturne realmente incisive, obiettivi pensati per sfruttare meglio il rallentamento temporaneo o la gestione dei veicoli. Invece resta spesso nella corsia più sicura, e in un gioco di corse la corsia più sicura non è sempre la più divertente.

Anche il sistema di punteggio avrebbe meritato più sostegno. Un titolo così basato sulla ripetizione e sul miglioramento personale vive o muore sulla voglia di superarsi. Qui il punteggio esiste, le statistiche danno un riscontro, le monete permettono di progredire, ma manca una spinta davvero competitiva. Classifiche più evidenti, confronti con altri giocatori o traguardi più stimolanti avrebbero dato maggiore senso alla ripetizione. Senza questi elementi, il gioco resta un passatempo rapido: si entra, si guida, si sfiora qualche auto, si prende una ricompensa, poi si spegne senza quel fastidioso pensiero che di solito fa dire “un altro tentativo e basta”. Che poi non è mai basta, ma almeno sarebbe un buon segno.

Lucido fuori, scarico dentro

Sul piano visivo, Nitro City Racing si presenta in modo pulito. I modelli delle auto sono gradevoli, la strada è leggibile, il traffico si distingue bene e il senso di velocità regge soprattutto con i veicoli più potenti. La visuale interna merita una nota positiva perché aggiunge un dettaglio di cura inatteso e rende la guida più nervosa, anche se meno comoda. Non si tratta di una produzione spettacolare, ma la chiarezza funziona e in un gioco costruito su riflessi e spazi minimi è già un punto importante. Il comparto sonoro resta invece più anonimo: motori, effetti e musiche accompagnano l’azione senza incidere molto, come una radio accesa in auto che nessuno ha davvero scelto ma che nessuno si prende la briga di spegnere.

Su PlayStation 5 non emergono problemi tecnici particolarmente rilevanti. La fluidità è stabile, i comandi sono immediati e la risposta generale consente di attribuire quasi ogni incidente a una scelta sbagliata del giocatore. Purtroppo, questa correttezza tecnica non basta a mascherare la povertà del disegno complessivo. Nitro City Racing non crolla perché si guida male, ma perché si guida sempre troppo nello stesso modo. Dopo una manciata di missioni, la sensazione è quella di aver già visto il grosso dell’offerta. Il resto aumenta richieste, velocità e resistenza, senza però cambiare davvero la natura dell’esperienza.

Il risultato è un titolo di guida arcade molto essenziale, adatto a sessioni brevi e a chi cerca qualcosa di immediato, ma troppo fragile per lasciare un ricordo forte. Ha un buon senso di velocità, una struttura comprensibile e qualche momento divertente quando il traffico si infittisce e il margine d’errore si riduce a un pensiero ottimista. Però manca varietà, manca personalità, manca una progressione capace di sorprendere. Per essere un gioco che parla di corse urbane, sembra stranamente povero di città, di rischio scenico e di idee da pilota spericolato. Alla fine, il paradosso è quasi comico: Nitro City Racing corre molto, ma arriva presto al punto in cui non ha più molto da dire. E no, non basta andare sempre dritti per sembrare determinati.

Nitro City Racing
In sintesi:
Il giudizio finale resta piuttosto severo: Nitro City Racing è un arcade di guida rapido, leggibile e facile da approcciare, ma anche ripetitivo, povero di varianti e più vicino a un gioco di sorpassi nel traffico che a una vera esperienza di corse. Il senso di velocità funziona e qualche missione può intrattenere per brevi sessioni, ma la struttura ricicla troppo presto le stesse idee e non offre abbastanza scenari, obiettivi o stimoli competitivi per sostenere l’interesse.
55

Massimo Santoro

Massimo Santoro ha passato talmente tante ore davanti ai videogiochi da trasformare quella passione in un bisogno quotidiano di raccontarli. Cresciuto tra JRPG, controller consumati e soundtrack ascoltate in loop, cerca sempre di unire entusiasmo e analisi lucida. Non si considera un veterano, ma compensa con curiosità feroce: prova tutto, studia tutto, esplora ogni genere senza pregiudizi. Scrive di videogiochi e cultura otaku con ritmo vivace, attenzione ai dettagli e una punta di ironia, convinto che il bello di questo medium sia continuare a scoprirlo, livello dopo livello.

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