Oblitacrater debutta su PlayStation 5, Xbox Series X|S e Steam con il suo twin-stick ad alto rischio

C’è un’idea molto precisa alla base di Oblitacrater, ed è quella di trasformare il punteggio in qualcosa di più di una semplice misura della bravura. Nel twin-stick shooter di Strangely Named, ora disponibile su PlayStation 5, Xbox Series X|S e PC tramite Steam, ogni run contribuisce infatti a un solo grande totale, una cifra in costante crescita che può però essere azzerata all’istante nel momento in cui si viene sconfitti. È un’impostazione che cambia radicalmente il rapporto con il rischio: non basta sopravvivere, non basta sparare bene, non basta accumulare potenziamenti. Bisogna anche capire quando fermarsi.

Il gioco si presenta come un arcade shooter immediato da apprendere ma costruito attorno a una tensione molto contemporanea, dove accessibilità e crudeltà convivono nella stessa partita. La base è quella di un classico scontro contro ondate sempre più dense di nemici, con movimento rapido, schivate continue e un pianeta sferico tridimensionale da attraversare senza tregua. Su questa struttura, però, Oblitacrater innesta una logica roguelike che rende ogni decisione più pesante del previsto, perché ogni ulteriore discesa sul pianeta può significare tanto un balzo in classifica quanto un crollo completo.

Un arcade che trasforma il punteggio in una scommessa

Il tratto più interessante del gioco sta proprio nel modo in cui costringe a scegliere quando chiudere la partita. L’obiettivo è costruire il proprio punteggio, scalarlo nelle classifiche e decidere il momento migliore per mettere in salvo quanto ottenuto. Continuare a giocare con un equipaggiamento ormai potentissimo può spalancare la porta a risultati migliori, ma significa anche esporsi al rischio di perdere tutto e tornare immediatamente al punto di partenza. In questo senso, Oblitacrater non è soltanto un gioco di mira e riflessi, ma anche di sangue freddo.

Questa logica dà al progetto una personalità piuttosto netta. I riferimenti all’arcade classico sono evidenti, ma la loro funzione non è semplicemente nostalgica. Il gioco guarda a un certo spirito da sala, rapido e leggibile, però lo piega a una progressione dove ogni run deve essere valutata in termini di convenienza, non soltanto di sopravvivenza. Il risultato è un sistema che chiede continuamente al giocatore se valga la pena rischiare ancora, e lo fa in modo semplice da capire ma difficile da dominare davvero.

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Potenziamenti casuali, orde aliene e una modalità ancora più brutale

A sostenere questa struttura ci pensa un buon numero di upgrade da sbloccare durante le partite. Oblitacrater promette cinquanta potenziamenti unici, che vanno dai miglioramenti statistici, come una maggiore velocità di movimento, fino ad armi secondarie più incisive come razzi, laser e mine. L’aspetto più gustoso, naturalmente, sta negli upgrade casuali: i più rischiosi, spesso i più divertenti, ma anche quelli capaci di compromettere una build invece di rafforzarla. Ancora una volta il gioco insiste sulla stessa idea: la ricompensa migliore è quasi sempre legata alla possibilità del disastro.

Il resto dell’esperienza è costruito per mantenere alta la pressione. Sul pianeta si muovono fino a centinaia di nemici contemporaneamente, tra dieci creature aliene descritte come mostruose ma anche stranamente adorabili, e il sistema di movimento punta tutto su rapidità e lettura dello spazio. A questo si aggiungono classifiche classificate, sfide tra amici e una modalità chiamata Dead Run, dove basta un solo colpo nemico per morire. È qui che il gioco sembra voler spingere davvero sull’idea di sfida pura, lasciando emergere il lato più severo della propria struttura.

Nel complesso, Oblitacrater appare come un progetto che cerca la propria identità non nella quantità di sistemi, ma nella durezza molto chiara della sua regola fondamentale. Tutto può essere perso, e proprio per questo ogni punto guadagnato pesa di più. In un panorama pieno di roguelike che premiano l’accumulo costante, il gioco di Strangely Named sceglie invece di rimettere al centro il brivido del rischio totale. E per un arcade shooter, non è una cattiva idea da cui ripartire.

Gamezilla

Gamezilla è l’incubo di ogni leaderboard, la bestia indomabile delle sale giochi e il boss finale mai battuto. Con una memoria enciclopedica di ogni gioco mai creato – dai classici 8-bit alle esperienze VR di ultima generazione – Gamezilla non solo conosce i segreti di ogni pixel, ma sa anche padroneggiarli alla perfezione. Si racconta che nessun avversario umano sia mai riuscito a superarlo, né nei platform retrò né nei battle royale più frenetici.

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