Oceanides of the World’s End difende l’ultima arca in un mondo sommerso

Un mare senza terre emerse, masse d’acqua sospese nel vuoto e una sola arca rimasta a custodire ciò che resta della civiltà. Oceanides of the World’s End – Great Mother Goddess of the Void Sea, nuovo gioco d’azione roguelike difensivo sviluppato da Tifon Studio, arriverà il 16 luglio 2026 su PC tramite Steam, portando i giocatori in un mondo ormai inghiottito dalle acque e minacciato da creature misteriose note come Deep Ones.

Il gioco ruota attorno alla difesa della città-arca mobile G.F.M. Oceanus, ultimo rifugio abitato dalle figlie del re e benedetto dalla Grande Dea Madre. In questo scenario sospeso tra fantascienza, mitologia marina e suggestioni post-apocalittiche, il protagonista Neptes, unico uomo a bordo e visitatore proveniente dall’esterno, dovrà combattere per proteggere l’arca, scoprire i segreti della dea dell’Abisso e cercare una via di fuga dal Mare del Vuoto.

Un roguelike difensivo tra ondate, carte e abilità d’azione

In Oceanides of the World’s End – Great Mother Goddess of the Void Sea, la struttura di gioco combina azione rapida, difesa della base e progressione roguelike. Ogni scontro richiederà di resistere a ondate di nemici sempre più pericolose, scegliendo con attenzione carte e potenziamenti per rafforzare i personaggi e adattarsi all’evoluzione della battaglia. Il sistema includerà oltre 70 abilità d’azione e più di 100 carte di miglioramento, suddivise tra potenziamenti passivi, abilità attive, incrementi delle statistiche e rafforzamenti dedicati alle protagoniste.

La componente strategica non si limiterà alla semplice selezione delle carte. Ogni stage proporrà espedienti specifici, eventi casuali, momenti di recupero e negozi capaci di modificare l’andamento della partita, talvolta a favore degli alleati, talvolta a vantaggio dei nemici. In alcune situazioni sarà possibile persino scegliere tre attributi degli avversari, così da modellare il rischio in base alla propria configurazione e provare a costruire una strategia più coerente con le abilità disponibili.

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Neptes, Oceanus e il mistero della Grande Dea Madre

La storia di Oceanides of the World’s End – Great Mother Goddess of the Void Sea si svolge nel Mare del Vuoto, un luogo privo di terraferma dove l’unica presenza stabile è l’arca Oceanus. Neptes è stato cresciuto oltre questo mondo da Kianos, un anziano che un tempo era il re della nazione. Seguendo l’ultimo desiderio dell’uomo, il protagonista si unisce alle ragazze dell’arca per difendere ciò che resta del loro popolo, indagare sulla Grande Dea Madre dell’Abisso e trovare un modo per sottrarsi alla prigionia di quel mare impossibile.

Durante gli scontri entreranno in gioco anche le ExArts delle protagoniste, tecniche speciali che si attivano periodicamente in battaglia e permettono di scatenare attacchi spettacolari, capaci di ribaltare il fronte nei momenti più critici. Anche la sconfitta non segnerà però un ritorno al punto di partenza: alla base sarà possibile investire in potenziamenti permanenti, con miglioramenti pensati per aumentare progressivamente le possibilità di sopravvivenza e rendere più gestibile l’avanzata contro minacce sempre più dure.

Con il suo titolo esteso e una premessa carica di immaginario acquatico e apocalittico, Oceanides of the World’s End – Great Mother Goddess of the Void Sea punta su un equilibrio tra immediatezza e stratificazione. La difesa dell’ultima arca non sarà soltanto una questione di riflessi, ma anche di costruzione del mazzo, lettura degli eventi, scelta dei rischi e uso intelligente delle abilità più potenti. Nel Mare del Vuoto, ogni ondata respinta diventa un passo in più verso una verità nascosta sotto la superficie dell’acqua.

Gamezilla

Gamezilla è l’incubo di ogni leaderboard, la bestia indomabile delle sale giochi e il boss finale mai battuto. Con una memoria enciclopedica di ogni gioco mai creato – dai classici 8-bit alle esperienze VR di ultima generazione – Gamezilla non solo conosce i segreti di ogni pixel, ma sa anche padroneggiarli alla perfezione. Si racconta che nessun avversario umano sia mai riuscito a superarlo, né nei platform retrò né nei battle royale più frenetici.

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