Non ci sono armi con cui risolvere il problema: in Over Human sopravvivere significa soprattutto restare nascosti e capire come muoversi in un mondo che sembra reagire alla presenza del protagonista. L’avventura fantascientifica in prima persona sviluppata in solitaria da Francesco Morganti è in lavorazione per PC e arriverà nel 2027, preceduta da una demo prevista per novembre 2026. L’ambientazione è un territorio isolato e innevato nel quale droni letali hanno preso il controllo e possono influenzare ciò che accade intorno al giocatore, rendendo ogni avanzamento più rischioso del precedente.
L’obiettivo è raggiungere e disattivare una serie di terminali di trasmissione, spezzando progressivamente il controllo esercitato dai droni sull’ambiente e ricostruendo nel frattempo ciò che è accaduto all’umanità. La progressione non rende però il viaggio più semplice: i nemici cambiano comportamento, diventano più veloci e aggressivi, mentre le condizioni meteorologiche peggiorano fino a trasformare neve e freddo in ulteriori elementi di pressione. Le influenze dichiarate di Firewatch e The Long Dark si ritrovano soprattutto nell’attenzione per atmosfera, isolamento ed esplorazione di un territorio che non viene trattato come semplice sfondo.
Senza armi, ogni incontro con i droni diventa un problema di spazio
Over Human non offre al protagonista un arsenale con cui affrontare direttamente le macchine. La sopravvivenza passa invece attraverso furtività, coperture e distrazioni, sfruttando gli oggetti presenti nell’ambiente per deviare l’attenzione dei droni e creare un percorso sicuro. Foreste innevate, montagne e strutture abbandonate diventano così strumenti da leggere e utilizzare, con il giocatore costretto a osservare le traiettorie dei nemici e scegliere quando attraversare un’area oppure aspettare un momento più favorevole.
La difficoltà dovrebbe inoltre crescere insieme ai progressi compiuti. Disattivare terminali significa avvicinarsi alla verità, ma anche provocare reazioni sempre più pericolose da parte del sistema che controlla il territorio. Il risultato punta a costruire una tensione diversa da quella di uno sparatutto tradizionale: non si tratta di eliminare ogni minaccia, ma di attraversarla senza farsi individuare, sapendo che ciò che funzionava nelle prime fasi potrebbe diventare insufficiente quando i droni acquisiscono nuovi comportamenti e il clima smette di essere soltanto un elemento scenografico.
Il meteo reagisce mentre la storia emerge dall’esplorazione
La componente narrativa sarà affidata soprattutto all’ambiente, alle comunicazioni radio e agli eventi incontrati durante il viaggio. Esplorare il territorio servirà quindi anche a ricostruire il contesto fantascientifico dietro la scomparsa dell’umanità e il ruolo dei droni, senza separare nettamente racconto e movimento attraverso gli scenari. Il mondo reagisce alle azioni del protagonista e diventa progressivamente più difficile da attraversare, con il meteo destinato a entrare direttamente nella gestione del rischio e non soltanto nell’atmosfera.
Francesco Morganti sta costruendo Over Human come un’esperienza narrativa compatta, pensata per essere completata nell’arco di poche ore e concentrata su esplorazione, tensione e scoperta. L’idea di fondo è semplice ma promette di diventare sempre meno rassicurante man mano che il viaggio prosegue: togliere potere ai droni significa riconquistare un pezzo del mondo, ma allo stesso tempo attirare maggiormente la loro attenzione. In un luogo dove perfino una nevicata può trasformarsi in una minaccia, arrivare alla verità potrebbe richiedere prima di tutto la capacità di non farsi vedere.


