Paint the Moon trasforma la Luna in una tela grande quanto un satellite

Qualcuno dovrà pur dipingere la Luna, e Paint the Moon parte esattamente da questa premessa tanto semplice quanto spropositata. Il nuovo progetto di Quirky Duck Studios chiede di ricoprire l’intera superficie lunare un piede quadrato alla volta, trasformando un lavoro apparentemente infinito in una progressione rilassata fatta di colori, potenziamenti e strumenti sempre più esagerati. Il gioco è in sviluppo per PC e arriverà tramite Steam, anche se al momento non è stata comunicata una data di uscita.

All’inizio l’attrezzatura è ridotta all’essenziale: un semplice raggio capace di applicare vernice alla superficie. Ogni porzione colorata genera denaro da reinvestire, consentendo di migliorare l’equipaggiamento e accelerare progressivamente un compito che, preso alla lettera, avrebbe dimensioni decisamente poco ragionevoli. Paint the Moon non impone inoltre schemi da riprodurre o combinazioni cromatiche corrette: colori e motivi vengono lasciati alla scelta del giocatore, che può trattare ogni nuova Luna come una tela personale.

Da un piccolo raggio a macchine sempre più assurde

La progressione si costruisce attorno al contrasto tra un inizio volutamente modesto e strumenti che diventano progressivamente più potenti e improbabili. Dipingere serve quindi non soltanto a completare la superficie, ma anche ad alimentare un ciclo incrementale nel quale ogni guadagno permette di rendere il lavoro successivo più rapido ed efficiente. L’obiettivo rimane sempre lo stesso, ma cambia radicalmente la scala con cui viene affrontato.

Quirky Duck Studios punta su una struttura priva di particolare pressione, dove il piacere deriva soprattutto dal vedere la superficie trasformarsi lentamente e dal trovare nuovi modi per coprirla. La possibilità di sperimentare liberamente con colori e motivi evita che la progressione si riduca a una semplice corsa verso l’automazione, mantenendo una componente creativa anche quando il lavoro comincia a essere svolto da strumenti più avanzati.

Finita una Luna, se ne comincia un’altra

Completare l’intera superficie non rappresenta però la conclusione definitiva. Ogni Luna terminata viene aggiunta a una collezione, lasciando al giocatore la possibilità di iniziarne subito un’altra e sperimentare soluzioni visive differenti. Accanto alla pittura libera sono inoltre previsti contratti opzionali con obiettivi e sfide specifiche, pensati per introdurre variazioni senza trasformare l’esperienza in una sequenza rigida di incarichi.

Dietro Paint the Moon c’è Quirky Duck Studios, sviluppatore solista che punta a creare sistemi profondi senza appesantirli con complessità inutili. In questo caso l’idea viene condensata in una richiesta quasi comicamente enorme: colorare un intero corpo celeste partendo da un quadratino alla volta. Il bello è che, una volta finito, la soluzione proposta è altrettanto semplice: scegliere un altro colore e ricominciare.

Gamezilla

Gamezilla è l’incubo di ogni leaderboard, la bestia indomabile delle sale giochi e il boss finale mai battuto. Con una memoria enciclopedica di ogni gioco mai creato – dai classici 8-bit alle esperienze VR di ultima generazione – Gamezilla non solo conosce i segreti di ogni pixel, ma sa anche padroneggiarli alla perfezione. Si racconta che nessun avversario umano sia mai riuscito a superarlo, né nei platform retrò né nei battle royale più frenetici.

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