Un viaggio tra fede, sopravvivenza e oscurità prende forma con Peregrino, nuova avventura survival a visuale isometrica sviluppata da Inverge Studios e ambientata in un mondo ispirato al folklore religioso del XIX secolo. Il titolo debutterà il 6 marzo su PC tramite Steam, invitando i giocatori a intraprendere un’odissea attraverso una foresta corrotta conosciuta come la “terra di mezzo”, un luogo sospeso tra spiritualità e orrore.
L’esperienza costruita dallo studio spagnolo si muove lungo un delicato equilibrio tra gestione delle risorse, esplorazione e incontri carichi di tensione, all’interno di un universo narrativo dominato da suggestioni gotiche e simbolismi religiosi. In questo scenario, il viaggio verso il mitico Nuovo Eden diventa una lotta costante contro l’ignoto e contro le forze che infestano la natura stessa.
Un ciclo di sopravvivenza tra luce e oscurità
Il cuore ludico di Peregrino ruota attorno a un sistema basato sull’alternanza tra giorno e notte. Durante il giorno la foresta si presenta come un labirinto mutevole, popolato da creature ostili e da risorse estremamente limitate. L’esplorazione richiede attenzione e pianificazione, poiché ogni oggetto raccolto o utilizzato può fare la differenza tra la vita e la morte.
Nel corso del viaggio è possibile incontrare altri pellegrini smarriti tra gli alberi. Aiutarli nella loro ricerca spirituale non è soltanto un elemento narrativo, ma rappresenta anche una componente significativa della progressione, offrendo nuovi spunti e motivazioni in un mondo segnato dalla disperazione.
La carovana come ultimo rifugio
Quando cala la notte, la situazione cambia radicalmente. La carovana diventa l’unico baluardo contro le minacce che emergono dall’oscurità e funge da centro operativo per prepararsi alla giornata successiva. All’interno di questo fragile rifugio è necessario gestire con precisione l’inventario, costruire strumenti essenziali e pianificare con attenzione ogni mossa.
La sopravvivenza in Peregrino passa infatti attraverso scelte strategiche continue: decidere quali risorse conservare, quali trasformare in equipaggiamento e quando rischiare di addentrarsi in zone più pericolose della foresta. Il risultato è un’esperienza che intreccia tensione psicologica, gestione tattica e un’estetica fortemente ispirata all’orrore gotico.




