Gli dei non sono morti: sono semplicemente finiti a fare lavori molto meno gloriosi. Petty Ungodliness è il roguelite deckbuilder tattico di Crng Games in cui divinità dimenticate come Ares e Gaia hanno perso i propri poteri e trascorrono le giornate tra caffetterie, negozi e occupazioni comuni. Il progetto è in sviluppo per PC tramite Steam, dove è ora disponibile un playtest aperto accompagnato da un nuovo trailer.
La premessa risale a un secolo prima, quando la Custode del Nulla convinse le divinità a rinunciare alla propria natura divina. Da allora l’Apatia ha progressivamente prosciugato il colore dal mondo, lasciando gli antichi dei intrappolati in esistenze ordinarie e non particolarmente soddisfacenti. Il giocatore deve ricostruire il rapporto con loro, recuperare i poteri perduti e avanzare verso il cuore della città mentre ogni scelta narrativa modifica carte, alleanze e possibilità disponibili durante la partita.
Tre linee tattiche cambiano le regole di ogni scontro
I combattimenti di Petty Ungodliness si svolgono contemporaneamente su tre Centri di potere, ciascuno caratterizzato da regole e ricompense differenti. Le carte generano Influenza con cui conquistare le linee: dominarne una consente di infliggere danni, mentre perderla mette direttamente a rischio la salute del giocatore. Le condizioni possono cambiare a ogni incontro, premiando determinate carte oppure penalizzandole, e obbligando quindi a modificare continuamente l’approccio anziché affidarsi alla stessa combinazione.
Le divinità introducono inoltre capacità capaci di infrangere temporaneamente queste regole e ribaltare una situazione compromessa. Ogni partita inizia scegliendo un dio, un mazzo e un manufatto, tre elementi che definiscono la strategia iniziale e possono spingere verso archetipi molto differenti. Il playtest attuale incorpora anche diversi interventi effettuati dopo le prime prove pubbliche: ogni nemico dispone ora di un proprio mazzo, l’introduzione e il tutorial sono stati rivisti, la parte finale delle partite è diventata più impegnativa e numerosi valori delle carte sono stati riequilibrati.
Le relazioni diventano parte della costruzione del mazzo
Combattimenti e conversazioni permettono di avvicinarsi alle divinità dimenticate, mentre le decisioni narrative possono aggiungere carte, concedere potenziamenti oppure eliminare debolezze dal mazzo. Approfondire un legame apre nuove possibilità, tra carte, manufatti, configurazioni iniziali e percorsi narrativi alternativi. Il recupero della divinità diventa quindi una forma di progressione tanto narrativa quanto meccanica: quando una figura come Gaia o Ares ricorda finalmente ciò che era, anche il mondo circostante recupera parte del colore perduto.
La struttura roguelite lega così il percorso personale delle divinità alla necessità di contrastare l’Apatia, facendo in modo che la crescita non coincida soltanto con l’accumulo di carte più potenti. Petty Ungodliness costruisce buona parte della propria identità proprio sul contrasto tra antichi poteri e vite mediocri: un dio della guerra che serve espresso e una Madre Terra costretta a vendere fiori recisi fanno sorridere, ma dietro quella normalità si nasconde un mondo che ha letteralmente dimenticato da dove provenivano.


