Pokémon Company prende le distanze dall’uso politico delle sue immagini

The Pokémon Company ha diffuso una dichiarazione ufficiale in merito all’utilizzo non autorizzato di immagini legate al franchise Pokémon all’interno di alcuni contenuti pubblicati dall’account X della Casa Bianca. Il materiale in questione includeva una versione modificata della copertina del gioco Poképia, rielaborata graficamente per accompagnare lo slogan politico “Make America Great Again”.

La pubblicazione del contenuto ha rapidamente attirato l’attenzione online, sollevando interrogativi sull’uso di proprietà intellettuali appartenenti alla cultura pop in contesti istituzionali e politici. In risposta alla diffusione delle immagini, l’azienda ha chiarito la propria posizione attraverso una dichiarazione ufficiale rilasciata ai media statunitensi.

Secondo quanto riportato da diversi organi di stampa americani, tra cui The Hill e Time, la portavoce dell’azienda Sravanthi Dev ha precisato che The Pokémon Company non è stata in alcun modo coinvolta nella creazione o nella diffusione del contenuto. “Siamo a conoscenza di recenti contenuti sui social che includono immagini associate al nostro marchio. Non siamo stati coinvolti nella loro realizzazione o distribuzione e non è stata concessa alcuna autorizzazione per l’uso della nostra proprietà intellettuale”, ha dichiarato Dev.

Nella stessa dichiarazione, la società ha ribadito la propria posizione rispetto all’utilizzo del brand in ambiti politici, sottolineando come la missione del marchio sia quella di promuovere l’incontro e la condivisione tra persone di tutto il mondo. Proprio per questo motivo, l’azienda ha ribadito che il franchise non è affiliato ad alcun punto di vista o agenda politica.

Non è la prima volta che IP della cultura pop vengono coinvolte

L’episodio si inserisce in una serie di precedenti in cui proprietà intellettuali legate alla cultura pop sono state utilizzate all’interno di contenuti istituzionali collegati all’amministrazione statunitense. Già nel settembre 2025, il Dipartimento della Sicurezza Interna aveva diffuso un video che mostrava agenti dell’Immigration and Customs Enforcement durante operazioni di arresto, accompagnato dalla celebre sigla inglese dell’anime Pokémon.

Anche in quell’occasione The Pokémon Company International era intervenuta pubblicamente per prendere le distanze dal contenuto, chiarendo di non aver autorizzato l’utilizzo di immagini o musica associate al marchio. La vicenda aveva già alimentato un dibattito sull’uso di riferimenti alla cultura popolare in contesti politici o istituzionali.

Negli ultimi giorni la questione si è ampliata ulteriormente dopo la pubblicazione, tra il 6 e il 7 marzo, di diversi video sull’account X della Casa Bianca che combinavano immagini della guerra in Iran con clip provenienti da varie opere della cultura pop. Tra queste comparivano sequenze tratte da Dragon Ball Super, Yu-Gi-Oh! e dalla serie animata SpongeBob SquarePants, oltre a spezzoni provenienti da film, serie televisive e videogiochi come Grand Theft Auto.

La reazione dell’attore di Yu-Gi-Oh! Dan Green

Tra le reazioni più discusse alla diffusione dei video figura quella dell’attore Dan Green, noto per aver dato voce ai personaggi di Yami Yugi e Yugi Muto nella versione inglese dell’anime Yu-Gi-Oh!. L’attore ha pubblicato un messaggio sul proprio account X dopo aver scoperto che un frammento della sua interpretazione era stato utilizzato all’interno di uno dei filmati diffusi dall’account istituzionale.

Nel suo intervento, Green ha dichiarato di aver scoperto che la propria voce era stata utilizzata per accompagnare contenuti che incoraggiavano la violenza nel contesto del conflitto in Iran. L’attore ha sottolineato come un simile utilizzo coinvolga indirettamente anche l’eredità creativa di Kazuki Takahashi, autore del manga originale Yu-Gi-Oh!.

Green ha ricordato che Takahashi, scomparso nel 2022, era noto per il messaggio universale e umanista presente nelle sue opere. In un passaggio del suo messaggio, l’attore ha quindi affermato che Yu-Gi-Oh! “è universale, non politico” e che utilizzarlo in contesti di propaganda bellica rappresenta una distorsione del significato originale della serie.

Il post pubblicato dall’attore ha rapidamente generato un ampio dibattito online, raccogliendo decine di migliaia di interazioni tra sostenitori e critici della sua posizione. Al momento della pubblicazione delle reazioni, i video diffusi dall’account ufficiale della Casa Bianca risultavano ancora visibili sulla piattaforma.

Fonti consultate: AnimeNewsNetwork.

Gamezilla

Gamezilla è l’incubo di ogni leaderboard, la bestia indomabile delle sale giochi e il boss finale mai battuto. Con una memoria enciclopedica di ogni gioco mai creato – dai classici 8-bit alle esperienze VR di ultima generazione – Gamezilla non solo conosce i segreti di ogni pixel, ma sa anche padroneggiarli alla perfezione. Si racconta che nessun avversario umano sia mai riuscito a superarlo, né nei platform retrò né nei battle royale più frenetici.

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