Essere eletti per errore alla presidenza degli Stati Uniti potrebbe sembrare il punto di partenza di una commedia surreale, ma in President Simulator diventa una vera carriera politica da gestire tra decreti improbabili, conferenze stampa, crisi nazionali e un grande pulsante rosso sempre troppo vicino. Studio 14b ha annunciato che la demo pubblica del gioco è ora disponibile su Steam, offrendo un primo assaggio di questo simulatore satirico in prima persona previsto nel 2026 su PC.
Sviluppato e pubblicato da Studio 14b, President Simulator trasforma lo Studio Ovale in uno spazio interattivo dove il potere passa anche dai gesti più materiali: prendere documenti, firmare leggi a mano, timbrare provvedimenti e affrontare le conseguenze di decisioni prese con eccessiva sicurezza o totale incoscienza. L’obiettivo sarà accumulare popolarità, mantenere un equilibrio tra politiche differenti e sopravvivere a interviste e conferenze stampa senza essere travolti dalle proprie contraddizioni.
Lo Studio Ovale diventa un parco giochi del potere
La struttura di President Simulator ruota attorno a un’idea molto fisica della politica. Il giocatore dovrà firmare, approvare o cestinare decreti spesso assurdi, valutando rischi, probabilità di successo e possibili ricadute sul Paese. Legalizzare scelte improbabili, spingere troppo su un settore o ignorarne completamente un altro potrà innescare crisi specializzate, fallimenti economici, perdita di consenso e reazioni imprevedibili da parte dell’opinione pubblica.
Il sistema di gioco punta su una miscela di simulazione tattile e satira gestionale. Ogni legge avrà un peso non soltanto simbolico, ma anche meccanico: un provvedimento potrà rafforzare una parte dell’elettorato e irritarne un’altra, aumentare il potere del presidente o aprire la strada a nuove difficoltà. La popolarità diventerà quindi una risorsa da coltivare e manipolare, perché più il pubblico sostiene il presidente, più sarà possibile spingersi oltre senza pagarne immediatamente il prezzo.
La componente più farsesca emerge anche dal rapporto con il gabinetto e con i consiglieri, descritti come figure pronte a eseguire decisioni discutibili più che a metterle davvero in discussione. Lo Studio Ovale potrà essere vissuto come un ambiente da manipolare liberamente, tra documenti da lanciare, consiglieri da spostare e un potere esecutivo rappresentato con una fisicità volutamente grottesca.
Interviste, conferenze stampa e il richiamo del pulsante rosso
La gestione del consenso non si limiterà ai numeri. In President Simulator i giornalisti ricorderanno le decisioni prese in precedenza e potranno incalzare il presidente durante interviste ad alta pressione. Restare coerenti diventerà complicato, soprattutto quando le proprie scelte saranno state guidate più dal panico o dal calcolo immediato che da una vera linea politica. Ogni risposta potrà rafforzare la credibilità del governo oppure trasformare una bugia mal costruita in un boomerang mediatico.
Le conferenze stampa introdurranno un’ulteriore sfida, basata sulla capacità di dominare la stanza con discorsi rapidi, retorica vuota e formule capaci di sembrare importanti anche quando non significano nulla. Il gioco scherza apertamente sul doppio linguaggio politico, trasformando la comunicazione istituzionale in una meccanica dove velocità, controllo del tono e capacità di sviare le domande diventano strumenti di sopravvivenza. E quando tutto crolla, rimane sempre il pulsante rosso: luminoso, tentatore e probabilmente pessima idea.
Dietro il progetto ci sono Pierre e Guillaume, due veterani francesi con circa dieci anni di esperienza tra produzioni tripla A, anche in Ubisoft, e sviluppo mobile. President Simulator è la loro prima collaborazione indipendente sotto il nome Studio 14b, nata dall’unione tra competenze di design, sviluppo e una chiara volontà di costruire un’esperienza comica, fisica e politicamente assurda. La demo su Steam permette ora di provare in anticipo questa presidenza nata per sbaglio, dove salvare il Paese e rovinarlo per caso potrebbero essere due risultati sorprendentemente vicini.




