C’è una certa energia da fantascienza popolare, da pomeriggio anni Ottanta passato tra miniature, mostri improbabili e fantasia sfrenata, nel modo in cui Reptilian Rising si presenta al pubblico. Il nuovo progetto firmato dagli sviluppatori britannici Gregarious Games e Robot Circus, con pubblicazione affidata a Numskull Games, debutterà il 23 aprile in formato digitale su Nintendo Switch e PC via Steam, portando con sé un’impostazione tattica a turni che guarda tanto al gioco di ruolo strategico quanto all’estetica artigianale della claymation.
L’idea alla base del titolo è tanto immediata quanto volutamente sopra le righe: il tempo stesso è sotto assedio e l’umanità si ritrova a combattere una minaccia rettiliana capace di attraversare le epoche e riscrivere la storia. Reptilian Rising costruisce così la propria identità attorno a campi di battaglia ispirati ai tabletop game, a un tono dichiaratamente rétro e a una galleria di eroi storici chiamati a fronteggiare creature mostruose e caricaturali in una lotta per la sopravvivenza dell’intera linea temporale.
Una guerra assurda tra storia e fantascienza
Il cuore del gioco ruota attorno a una campagna che attraversa sette diversi periodi storici, con il giocatore chiamato a opporsi all’avanzata di The Ouroboros e del suo esercito di rettili assassini. A scendere in campo saranno figure riconoscibili della storia umana, da Cleopatra a Winston Churchill, passando per Albert Einstein e altri personaggi evocati come pedine d’élite di una resistenza impossibile. Il fascino del progetto sta proprio in questa collisione continua tra registro storico, tono grottesco e immaginario pulp, che trasforma ogni battaglia in una specie di teatro tattico dove il paradosso è parte integrante dello spettacolo.
Sul fronte dei nemici, del resto, il gioco non sembra cercare alcuna misura. Accanto a uomini lucertola e invasori squamosi compaiono mostri come il Tri-Cannon, descritto come un incrocio tra triceratopo e minigun, oltre a unità dal nome volutamente fumettistico come Lazer Raptors, Manborg malvagi e il Dictatorsaur, gigantesca creatura che fonde in un solo corpo tre dei peggiori tiranni della storia. È un immaginario che affonda senza esitazioni in una fantasia da giocattolo animato, ma che trova coerenza proprio nella sua esuberanza, facendo del gusto per l’eccesso uno dei principali elementi distintivi del progetto.
Tattica a turni, energia temporale e missioni da rigiocare
Sul piano ludico, Reptilian Rising si presenta come uno Squad Tactics RPG a turni in cui le abilità temporali avranno un ruolo centrale nella costruzione delle strategie. L’energia del tempo potrà essere utilizzata per alterare il corso degli scontri con poteri capaci di moltiplicare le possibilità tattiche: creare cloni delle proprie truppe, evocare rinforzi, aprire varchi temporali per attraversare rapidamente la mappa e spostare gli equilibri del campo di battaglia. L’idea sembra essere quella di affiancare alla classica gestione di posizionamento, unità e risorse una dimensione più dinamica, fondata sulla manipolazione dello spazio e del tempo.
A questo si aggiunge una struttura che promette anche una buona dose di rigiocabilità. Le missioni potranno essere affrontate di nuovo per completare obiettivi bonus, esplorare epoche differenti alla ricerca di segreti e approfondire gli snodi di una campagna che vuole sfruttare il viaggio temporale non soltanto come cornice narrativa, ma come motore dell’intero impianto di gioco. In un panorama indie in cui molti tattici tendono a rifugiarsi in formule più austere, Reptilian Rising sceglie invece la via dell’eccesso creativo, mescolando miniature rétro, storia deviata e mostri rettiliani in un’opera che punta a distinguersi prima di tutto per immaginazione e personalità.




