Rip It! Card Collector trasforma lo spacchettamento in una catena di montaggio

Aprire una bustina, controllare cosa è uscito, sistemare le carte nell’album e convincersi che quella successiva sarà davvero l’ultima. Rip It! Card Collector prende il rituale del collezionismo di carte e lo trasforma in un incrementale interamente dedicato alla ricerca di 1.809 pezzi differenti. Il nuovo progetto di Cybernetic Walrus, studio già autore di Order 13 e Roadside Research, è in sviluppo per PC e arriverà tramite Steam, anche se al momento non è stata comunicata una finestra di uscita.

L’inizio è volutamente modesto: una scrivania, qualche pacchetto da aprire a mano e un album con parecchi spazi vuoti. Ogni nuova carta può essere archiviata nella collezione, mentre i doppioni vengono venduti per finanziare altri acquisti e migliorare progressivamente l’attrezzatura. Le rarità spaziano dalle carte comuni fino a pezzi mitici, promozioni segrete e pull particolarmente difficili da ottenere, con una struttura costruita attorno al desiderio di riempire ogni singola casella dell’album.

Rip It! Card Collector trasforma lo spacchettamento in una catena di montaggio

Dalla scrivania a una fabbrica automatizzata di carte

Lo spacchettamento manuale rappresenta soltanto il punto di partenza. Procedendo, i guadagni possono essere reinvestiti in nuovi macchinari e gadget capaci di velocizzare l’intero processo, trasformando gradualmente una normale postazione da collezionista in un centro di lavorazione decisamente esagerato. Tra gli strumenti annunciati figurano lo Spacchettatore, pensato per automatizzare l’apertura dei pacchetti, e il Colleziobot, incaricato di alleggerire parte del lavoro di gestione. L’idea è quella di rendere la crescita della macchina parallela a quella dell’album, con ogni potenziamento utile a ottenere e processare un numero crescente di carte.

Il denaro ricavato dai doppioni può essere speso anche per acquistare altri pacchetti o tentare la fortuna nel mercato nero, dove potrebbero comparire proprio le carte mancanti alla collezione. Rip It! Card Collector costruisce così la propria progressione sull’alternanza tra attività manuali e automazione, mantenendo però sempre visibile il risultato finale: pile disordinate che diventano raccoglitori organizzati e una postazione sempre più complessa. Anche l’equipaggiamento segue una direzione volutamente retro-futuristica, completata da dettagli più eccentrici come una radio vintage e un salvadanaio personale.

Rip It! Card Collector trasforma lo spacchettamento in una catena di montaggio

1.809 carte e nessun cronometro a mettere fretta

La raccolta completa comprende esattamente 1.809 carte disegnate a mano, suddivise tra differenti livelli di rarità e set da completare progressivamente. Non ci sono timer o pressioni particolari a imporre un ritmo, perché il gioco punta piuttosto sul piacere ripetitivo dello spacchettamento, sull’organizzazione e sulla soddisfazione di vedere diminuire gli spazi vuoti nell’album. Il loop è quindi deliberatamente semplice: aprire, controllare, conservare ciò che manca, vendere il resto e utilizzare i profitti per rendere l’operazione successiva più efficiente.

Cybernetic Walrus sembra voler portare fino alle estreme conseguenze quella piccola scarica di soddisfazione legata all’apertura di una bustina. In Rip It! Card Collector il vero obiettivo non è battere un avversario con il mazzo appena costruito, ma arrivare al punto in cui ogni carta abbia finalmente trovato il proprio posto e la scrivania sia diventata una macchina capace di alimentare autonomamente l’ossessione. Naturalmente, quando mancherà un solo pezzo su 1.809, sarà molto difficile credere ancora alla promessa del “solo un altro pacchetto”.

Gamezilla

Gamezilla è l’incubo di ogni leaderboard, la bestia indomabile delle sale giochi e il boss finale mai battuto. Con una memoria enciclopedica di ogni gioco mai creato – dai classici 8-bit alle esperienze VR di ultima generazione – Gamezilla non solo conosce i segreti di ogni pixel, ma sa anche padroneggiarli alla perfezione. Si racconta che nessun avversario umano sia mai riuscito a superarlo, né nei platform retrò né nei battle royale più frenetici.

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