Tra i progetti indipendenti più curiosi di questa primavera, Scriptorium: Master of Manuscripts prova a ritagliarsi uno spazio tutto suo con un’idea che unisce creatività libera, gusto storico e ironia dichiaratamente sopra le righe. Il gioco di Yaza Games debutterà il 16 aprile su PC attraverso Steam e metterà al centro un laboratorio di manoscritti miniati in cui illustrare pergamene, decorare lettere e trasformare la fantasia medievale in un vero e proprio strumento di gioco. Il tono scelto è quello di un’esperienza raccolta e senza pressione, costruita attorno al piacere della composizione visiva più che alla sfida in senso stretto.
Il cuore dell’opera ruota infatti attorno a uno scriptorium da gestire e personalizzare, popolato da richieste che sembrano arrivate direttamente da un Medioevo immaginario, bizzarro e sorprendentemente duttile. Tra cavalli dal volto umano, iniziali dorate ornate di gigli e angeli, scene romantiche, mappe e inviti, Scriptorium: Master of Manuscripts vuole offrire uno spazio creativo in cui il fascino dell’arte miniata viene riletto in chiave accessibile, giocosa e perfino memetica, senza rinunciare a una forte identità estetica.
Un laboratorio medievale tra committenze e libertà creativa
La modalità Storia accompagnerà i giocatori attraverso una campagna popolata da committenti diversi, ciascuno con richieste specifiche da interpretare e trasformare in opere illustrate. Battaglie, storie d’amore, balli in maschera, missive decorate e incarichi sempre più stravaganti contribuiranno a costruire un quadro narrativo che promette di intrecciare la progressione creativa con un dramma di corte dai contorni volutamente singolari. L’idea sembra quella di rendere ogni commissione non solo un esercizio estetico, ma anche un piccolo tassello di un racconto più ampio, in cui l’arte finisce per lasciare tracce in tutto il regno.
Accanto a questa struttura, il gioco insiste molto anche sull’atmosfera. Non ci sono timer, non c’è pressione e non sembra esserci neppure la volontà di trasformare l’esperienza in una corsa all’efficienza. Al contrario, il laboratorio può essere arredato e rifinito con mobili, luci, tappeti, arazzi, finestre, colonne e decorazioni floreali, fino alla scelta del compagno ideale per il proprio spazio creativo, che può assumere la forma di un gatto, di un cane o persino di un minuscolo drago. È una direzione che rafforza la dimensione cozy del progetto e che lo avvicina più a un ambiente da abitare che a un semplice editor di immagini.
Tra sandbox, condivisione e humor medievale
Per chi preferisce lavorare senza vincoli narrativi o committenze, Scriptorium: Master of Manuscripts includerà anche una modalità Sandbox pensata come foglio bianco totale. In questo caso si parte con l’intera libreria di elementi medievali già disponibile, pronti per essere trascinati, combinati e rielaborati liberamente. Il risultato può assumere forme molto diverse: lettere, inviti, adesivi, wallpaper, mappe fantasy, reinterpretazioni medievali della cultura pop o semplicemente immagini assurde costruite per divertimento personale. È proprio in questa elasticità che il progetto sembra trovare uno dei suoi tratti più promettenti.
Una volta completate, le creazioni potranno essere salvate nella galleria interna del gioco oppure esportate come file PNG ottimizzati per la stampa e per la condivisione sui social. Anche questo dettaglio chiarisce bene la natura dell’opera: non soltanto un simulatore con una forte identità visiva, ma anche uno strumento creativo da usare per produrre immagini da conservare, mostrare o trasformare in piccoli artefatti personali. Dopo Inkulinati, Yaza Games torna così a confrontarsi con l’immaginario dei manoscritti medievali, ma lo fa scegliendo una forma più rilassata, aperta e immediatamente comunicativa, che potrebbe attirare tanto gli appassionati di illustrazione quanto chi cerca un’esperienza originale e fuori dai percorsi più battuti.




