Shared Custody affida a quattro demoni il peggior babysitting dell’Inferno

A quanto pare anche all’Inferno esistono gli accordi di custodia, e non sembrano particolarmente favorevoli a chi deve occuparsi del bambino. Shared Custody è il nuovo gioco cooperativo per uno-quattro partecipanti annunciato da Eat Pant Games per PC tramite Steam, nel quale un gruppo di demoni riceve la tutela legale temporanea di Sprog, erede del trono infernale. Il compito sembra semplice soltanto sulla carta: bisogna attraversare una successione di mondi pericolosi e raggiungere gli Unholy Gates mantenendo il piccolo felice, possibilmente vivo e, dettaglio non secondario, cercando di arrivarci ancora in condizioni presentabili.

Dietro al progetto c’è il duo neozelandese già autore di Teeto, platform 3D che Gamezilla ha recentemente recensito e nel quale cooperazione ed esplorazione occupavano già una parte importante dell’esperienza. Il precedente progetto di Eat Pant Games aveva però scelto atmosfere colorate e trasformazioni buffe; Shared Custody conserva la vena comica dello studio, ma la sposta dentro una specie di viaggio infernale in cui il problema principale non è soltanto superare gli ostacoli, bensì convincere un bambino demoniaco a collaborare abbastanza a lungo da non condannare l’intera comitiva.

Shared Custody affida a quattro demoni il peggior babysitting dell’Inferno

Sprog ha delle richieste, e ignorarle potrebbe essere una pessima idea

Sprog non è un semplice oggetto da trasportare fino alla fine del livello. L’erede infernale formula continuamente richieste che costringono il gruppo a modificare priorità e organizzazione: può pretendere di essere tenuto in braccio da un giocatore specifico, chiedere di essere intrattenuto oppure manifestare desideri decisamente meno innocenti, comprese occasionali richieste di natura sacrificale. Assecondarlo sarà spesso la soluzione più prudente, trasformando la cooperazione in una continua negoziazione tra ciò che il gruppo dovrebbe fare per attraversare l’area e ciò che il piccolo tiranno pretende in quel momento.

La gestione di Sprog si intreccia con il sistema di Burnout, che misura l’esaurimento dei demoni durante il viaggio. Subire danni e portare in braccio il bambino aumentano progressivamente questa condizione e, più il personaggio è esausto, più diventa difficile muoversi, arrampicarsi e sopravvivere. Il gruppo dovrà quindi alternarsi nel trasporto, controllare lo stato dei compagni e capire quando rallentare, perché affidare sempre Sprog allo stesso malcapitato potrebbe trasformare rapidamente il babysitting in un funerale collettivo. La comicità nasce proprio dall’incastro tra responsabilità condivise e necessità individuali, con la possibilità che la soluzione migliore per il bambino sia contemporaneamente la peggiore per chi lo sta portando.

Shared Custody affida a quattro demoni il peggior babysitting dell’Inferno

Mondi modulari, ostacoli e cooperazione sotto pressione

Il viaggio verso gli Unholy Gates attraverserà ambienti modulari e semi-procedurali pieni di pericoli, ostacoli e rompicapi ambientali. Esplorazione e movimento avranno quindi un ruolo importante, mentre la struttura variabile degli scenari dovrebbe impedire che ogni spedizione segua esattamente lo stesso percorso. Arrampicarsi, trovare una strada sicura e coordinarsi davanti agli enigmi diventerà progressivamente più complicato quando parte della squadra è stanca, qualcuno deve occuparsi di Sprog e il diretto interessato decide improvvisamente che le priorità del gruppo non coincidono più con le sue.

Dopo Teeto, Eat Pant Games sembra quindi voler portare la propria inclinazione per il caos cooperativo verso una formula molto più apertamente costruita attorno alle dinamiche di gruppo. Shared Custody non ha ancora una data di uscita, ma la premessa chiarisce già il tipo di disastro organizzato a cui punta: quattro demoni, un viaggio pieno di trappole e un erede infernale capace di trasformare ogni richiesta in un’emergenza. Arrivare agli Unholy Gates sarà importante, certo, ma prima bisognerà affrontare la prova che nemmeno le legioni dell’Inferno sembrano preparate a sostenere: gestire un bambino stanco, capriccioso e dotato di diritto dinastico.

Gamezilla

Gamezilla è l’incubo di ogni leaderboard, la bestia indomabile delle sale giochi e il boss finale mai battuto. Con una memoria enciclopedica di ogni gioco mai creato – dai classici 8-bit alle esperienze VR di ultima generazione – Gamezilla non solo conosce i segreti di ogni pixel, ma sa anche padroneggiarli alla perfezione. Si racconta che nessun avversario umano sia mai riuscito a superarlo, né nei platform retrò né nei battle royale più frenetici.

Altri articoli che potrebbero interessarti:

Lascia un commento