Una delle vicende più controverse degli ultimi giorni nel panorama videoludico giapponese riguarda Shibuya Scramble Stories, nuovo progetto di Jirō Ishii e Skeleton Crew Studio. Secondo quanto emerso, la campagna di crowdfunding avrebbe raccolto 55 milioni di yen, ma il team avrebbe ricevuto meno della metà della cifra, mentre la piattaforma Ubgoe non avrebbe ancora versato i restanti 27,75 milioni di yen. La questione è riesplosa dopo un’intervista concessa da Ishii e dal suo legale Takahiro Kasagi, che ha riportato l’attenzione sul rapporto tra sviluppatori, piattaforme e responsabilità verso i sostenitori.
Il nodo centrale riguarda proprio il mancato trasferimento del denaro. In base al racconto di Ishii, Ubgoe avrebbe dovuto effettuare il versamento il 1º settembre 2025, ma alla richiesta di chiarimenti arrivata il giorno successivo il CEO Kazuo Okada avrebbe sostenuto che la somma era stata inviata per errore a un altro cliente, rendendo impossibile predisporre subito il pagamento completo. In seguito, la società avrebbe firmato un memorandum per garantire il versamento integrale entro il 16 settembre 2025, ma a quella scadenza sarebbero arrivati soltanto 6 milioni di yen.
Un caso che apre interrogativi sul ruolo della piattaforma
Secondo quanto riportato, il problema non si limita al ritardo in sé, ma al modo in cui la vicenda sarebbe stata gestita. Il legale di Ishii avrebbe chiesto prove del presunto bonifico errato, ma queste non sarebbero state mostrate. Proprio su questo punto Kasagi avrebbe espresso forti dubbi, osservando che in un caso del genere ci si aspetterebbe normalmente un intervento della banca per tentare di revocare o correggere l’operazione. La versione fornita da Ubgoe è quindi diventata il centro di una crescente sfiducia pubblica attorno alla piattaforma.
La questione è resa ancora più delicata dalle clausole del servizio. Stando ai termini di Ubgoe, i contratti verrebbero stipulati direttamente tra sostenitori e responsabili del progetto, il che significherebbe che gli obblighi verso i backer restano in capo agli autori anche se la piattaforma non trasferisce materialmente i fondi raccolti. In altre parole, i creatori dovrebbero comunque portare avanti il progetto e gestire eventuali ricompense, pur senza la garanzia effettiva di ricevere tutto il denaro promesso.
Il progetto continua, ma la ferita resta aperta
Per il momento Shibuya Scramble Stories non sembra destinato a fermarsi. Il progetto avrebbe ottenuto il supporto di Tokyu Land Corporation, elemento che avrebbe contribuito a evitare uno stallo immediato nello sviluppo nonostante il danno finanziario subito. Parallelamente, sarebbe stato definito un nuovo accordo con Ubgoe basato su pagamenti rateali, mentre Ishii avrebbe ribadito di voler ottenere la restituzione completa di quello che ha definito denaro prezioso affidato dal pubblico al team.
Al di là dell’esito specifico, il caso sta già assumendo un significato più ampio. Non riguarda soltanto un progetto molto atteso, nato dall’eredità creativa di 428: Shibuya Scramble, ma anche la fragilità dei meccanismi di tutela nel crowdfunding quando il passaggio tra sostenitore, piattaforma e sviluppatore si inceppa. Per l’industria giapponese, e non solo, la vicenda di Shibuya Scramble Stories rischia così di trasformarsi in un precedente pesante sul piano della fiducia.
Fonti consultate: Automaton West.




