Shigeru Miyamoto spiega perché Nintendo ha evitato a lungo i film tratti dalle sue serie

In vista dell’uscita giapponese di Super Mario Galaxy – Il film, prevista per il 24 aprile dopo il debutto internazionale del 1º aprile, Shigeru Miyamoto ha chiarito uno dei motivi che per lungo tempo hanno tenuto Nintendo lontana dalle produzioni cinematografiche basate sulle sue proprietà più celebri. In un confronto con la stampa giapponese dedicato al nuovo lungometraggio, il creatore di Mario ha spiegato che l’ostacolo principale non era l’adattamento in sé, ma il peso che una narrazione canonica troppo rigida avrebbe potuto avere sullo sviluppo dei giochi.

Secondo Miyamoto, assegnare ai personaggi retroscena troppo precisi o origini troppo elaborate rischiava di trasformarsi in un vincolo per il lavoro futuro degli sviluppatori. Nintendo, ha osservato, non sa sempre in anticipo quale forma prenderà il gioco successivo di una serie, e fissare in modo definitivo aspetti centrali dell’identità dei protagonisti avrebbe potuto sottrarre flessibilità a un catalogo che da decenni fonda la propria forza soprattutto sul design, sulle idee di gameplay e sulla capacità di reinventarsi da un episodio all’altro.

Quando la continuità narrativa diventa un limite

Le parole di Miyamoto si inseriscono con coerenza nella storia stessa di Nintendo, che ha quasi sempre privilegiato la dimensione ludica rispetto alla costruzione di una mitologia narrativa stringente. In questo quadro, Mario, Peach e gli altri personaggi della galassia Nintendo hanno mantenuto nel tempo una natura particolarmente elastica, capace di adattarsi a platform, corse, party game, spin-off sportivi e avventure più strutturate senza dover rispondere a una cronologia rigida o a una biografia immutabile.

È proprio questa duttilità, del resto, ad aver permesso alla compagnia di attraversare generazioni di hardware e di pubblico senza appesantire le proprie serie con un impianto narrativo obbligato. Miyamoto ha sottolineato di non avere alcuna contrarietà verso i vincoli che nascono dalle meccaniche o dalla struttura del gioco, ma di aver sempre guardato con maggiore prudenza a quelli imposti dalla definizione di una storia canonica troppo dettagliata. Per anni, dunque, il cinema è rimasto ai margini anche per evitare che i film finissero per dettare confini scomodi alle produzioni videoludiche.

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Il cinema come nuova estensione del mondo Nintendo

L’aspetto più interessante emerso dalle dichiarazioni del game director riguarda però il cambio di prospettiva maturato durante la lavorazione dei film. Miyamoto ha spiegato che espandere i personaggi sul grande schermo si è rivelato molto più stimolante del previsto e che, da questo momento in avanti, Nintendo intende attenersi il più possibile ai retroscena fissati nelle produzioni cinematografiche anche nei giochi futuri. È un passaggio non secondario, perché suggerisce che il cinema non venga più considerato soltanto come un ramo parallelo delle sue serie, ma come uno spazio in grado di incidere davvero sul loro canone.

In questo senso, Super Mario Galaxy – Il film sembra rappresentare un passaggio importante anche per il modo in cui Nintendo guarda a Princess Peach. Il lungometraggio introduce infatti un elemento rilevante legato alle sue origini, destinato a pesare anche oltre il film stesso. Senza entrare nel terreno degli spoiler, il punto centrale è che la casa di Kyoto appare oggi molto più disponibile a lasciare che il lavoro svolto per il cinema contribuisca a definire i suoi personaggi in maniera stabile. Se questa linea sarà confermata anche dai prossimi progetti, i film Nintendo potrebbero diventare non soltanto adattamenti delle sue saghe più note, ma uno dei luoghi in cui verrà costruita una parte del loro futuro.

Fonti consultate: Automaton West.

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