Shikhondo: Blue Pieta svela i suoi scenari tra metropoli moderne, manieri e luna park inquietanti

La città di Shikhondo: Blue Pieta ha un volto moderno, ma sotto la superficie si muove qualcosa di molto più antico e disturbante. A poche settimane dal lancio, fissato per il 18 maggio su PC attraverso Steam e Stove, CFK e DeerFarm hanno condiviso nuovi dettagli sul mondo di gioco e sui cinque scenari principali che accompagneranno il viaggio della mietitrice alle prime armi Chae Woori e della cacciatrice di vampiri Layla. È un passaggio importante, perché chiarisce meglio il tono del seguito e soprattutto il modo in cui la serie intende cambiare pelle senza rinunciare alla propria identità.

Shikhondo: Blue Pieta raccoglie infatti l’eredità di Shikhondo: Youkai Rampage, ma lo fa spostando l’azione in una città straniera oltre il mare e adottando per la prima volta uno scorrimento laterale al posto di quello verticale. Il cambio di prospettiva non è un dettaglio secondario: modifica il modo di leggere i proiettili, la costruzione degli scenari e il ritmo stesso del gioco. In questo nuovo contesto si incontrano due protagoniste che inseguono gli stessi luoghi per motivi diversi, dentro una storia che promette di intrecciare forze soprannaturali, presenze fuori posto e una minaccia che sembra essersi annidata nel cuore stesso della città.

Una città che cambia faccia a ogni stage

I cinque stage mostrati da DeerFarm danno subito l’idea di un seguito più ambizioso anche sul piano della messa in scena. Si parte dalla città vera e propria, scenario d’apertura pensato per comunicare fin dai primi istanti che Shikhondo: Blue Pieta si muove in un territorio diverso rispetto al capitolo precedente. Da lì si scende nella metropolitana, forse il luogo che più chiaramente ancora il gioco a una dimensione contemporanea, prima di passare a un grande maniero di gusto europeo dove toni blu, silenzio e immobilità suggeriscono la presenza di qualcosa che attende da molto tempo.

Più avanti il percorso si apre anche a un luna park, probabilmente lo scenario più vistoso del blocco mostrato, costruito sul contrasto tra luci, giostre e un senso di allegria artificiale che si rovescia presto in inquietudine. La chiusura è affidata alla torre dell’orologio, unico stage realizzato su uno sfondo interamente modellato in 3D, spazio sospeso dove il tempo sembra essersi fermato e dove attende lo scontro finale. Guardati insieme, questi luoghi raccontano bene la direzione del gioco: non una semplice successione di livelli, ma una città dai molti volti, in cui ogni zona sembra appartenere a qualcun altro e nascondere una minaccia diversa.

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Nuovi sistemi e vecchio DNA da bullet hell

Se gli scenari mostrano il lato più atmosferico del progetto, i sistemi confermano invece che Shikhondo: Blue Pieta vuole restare pienamente riconoscibile come episodio della serie. Il Soul Collect torna in forma ampliata: sfiorando i proiettili si carica la Soul Gauge e, una volta piena, si attiva una modalità che converte tutti i colpi presenti sullo schermo in punti con moltiplicatore raddoppiato. Spendendo anche una bomba si può spingere il sistema ancora oltre, quadruplicando il moltiplicatore e potenziando allo stesso tempo gli attacchi. È un meccanismo che premia il gioco al limite, dove il rischio non è solo tollerato ma cercato attivamente.

La vera novità è però il Counter Bomb, introdotto per dare un peso nuovo agli istanti in cui tutto sembra perduto. Dopo un colpo subito, il giocatore ha una finestra di appena otto frame per reagire e annullare il danno usando una bomba o attivando il Soul Collect, purché abbia le risorse necessarie. È una scelta che aggiunge tensione e precisione a un impianto già esigente, trasformando il quasi-fallimento in una decisione da prendere in una frazione di secondo. Insieme ai quattro modi di gioco annunciati — Arcade, Hardcore, Boss Rush e Customize — queste novità suggeriscono che Shikhondo: Blue Pieta non voglia soltanto cambiare visuale, ma ridefinire con più decisione il proprio carattere. E i nuovi materiali mostrati finora lasciano intuire proprio questo: un seguito che prova ad allargare il mondo, rendere più netta la sua atmosfera e spingere ancora di più sul rapporto tra spettacolo e rischio.

Gamezilla

Gamezilla è l’incubo di ogni leaderboard, la bestia indomabile delle sale giochi e il boss finale mai battuto. Con una memoria enciclopedica di ogni gioco mai creato – dai classici 8-bit alle esperienze VR di ultima generazione – Gamezilla non solo conosce i segreti di ogni pixel, ma sa anche padroneggiarli alla perfezione. Si racconta che nessun avversario umano sia mai riuscito a superarlo, né nei platform retrò né nei battle royale più frenetici.

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