La serie Shikhondo si prepara a cambiare pelle senza rinunciare alla propria identità. CFK ha infatti diffuso nuovi dettagli su Shikhondo: Blue Pieta, prossimo capitolo dello shoot ’em up bullet hell firmato dallo studio coreano DeerFarm, atteso nella prima metà del 2026 su PC tramite Steam e Stove, con versioni previste anche per Nintendo Switch, Nintendo Switch 2 e PlayStation 5. Il gioco rappresenta una svolta piuttosto netta per il franchise, che per la prima volta abbandona lo scorrimento verticale per adottare una struttura laterale, ridefinendo così lettura dello spazio, traiettorie dei proiettili e gestione del rischio.
Il cambio di prospettiva si accompagna anche a un nuovo contesto narrativo. Questa volta l’azione si sposta in una città straniera dove le regole sembrano incrinarsi di continuo, scenario in cui si incrociano Layla, cacciatrice di vampiri, e Chae Woori, giovane apprendista mietitrice. Il loro incontro introduce una vicenda che si allontana dagli yokai dei capitoli precedenti per aprirsi a minacce di altra natura, radicate in un immaginario urbano contemporaneo e in una dimensione fantastica più instabile e ambigua.
Una nuova città per riscrivere il campo di battaglia
Uno degli aspetti più interessanti di Shikhondo: Blue Pieta riguarda proprio l’ambientazione. DeerFarm descrive i livelli come spazi tratti da una metropoli ampia e riconoscibile, tra parchi divertimento, stazioni della metropolitana e quartieri che danno l’idea di un luogo vissuto, ma costantemente attraversato da qualcosa che non dovrebbe esistere. È un’impostazione che promette di dare alla serie un tono diverso, meno ancorato al folklore classico e più vicino a una fantasia urbana attraversata da distorsioni, presenze anomale e minacce che emergono nella quotidianità.
Anche sul piano della messa in scena il progetto sembra voler alzare l’asticella. CFK ha confermato il doppiaggio completo per tutta la storia e il supporto ai monitor ultra-wide fino al formato 32:9, due elementi che suggeriscono un’attenzione particolare alla presentazione. Per una serie che in passato faceva leva soprattutto sull’intensità del gameplay e sull’impatto estetico delle schermate, questa estensione della componente narrativa e tecnica potrebbe contribuire a definire un episodio più ambizioso, deciso a consolidare il proprio profilo anche fuori dalla nicchia degli appassionati più stretti.
Il rischio torna al centro con Soul Collect e Counter Bomb
Sul fronte delle meccaniche, Shikhondo: Blue Pieta riprende il sistema Soul Collect visto in Shikhondo: Youkai Rampage, ma lo rielabora in modo più aggressivo. Sfiorando i proiettili nemici si carica il Soul Gauge e, una volta riempito, si può attivare il Soul Collect Mode, che converte tutti i colpi presenti sullo schermo in punti e raddoppia il moltiplicatore. Se si dispone ancora di una bomba, il sistema può essere spinto in una seconda fase ancora più redditizia, con moltiplicatore a 4x e un ulteriore potenziamento degli attacchi normali. Il principio resta quello storico della serie: più ci si avvicina al pericolo, maggiore è il guadagno possibile.
La vera novità è però il Counter Bomb, meccanica che trasforma il colpo subito in una finestra di reazione. Quando si viene colpiti, il gioco concede infatti appena otto frame per premere il tasto della bomba e annullare l’impatto, attivando il Soul Collect Mode oppure consumando una bomba disponibile. È una soluzione molto interessante perché inserisce un margine decisionale là dove, di norma, il contatto con un proiettile sancisce semplicemente l’errore. In questo modo ogni quasi-morte diventa un bivio: mantenere lucidità sotto pressione o perdere tutto in un istante. Per uno shoot ’em up che vuole ridefinire il proprio assetto senza tradire la tensione originaria del marchio, è una scelta che sembra andare nella direzione giusta.





