Tra le uscite più singolari di questi giorni trova spazio Shinonome Abyss: The Maiden Exorcist, strategico roguelike horror pubblicato il 26 marzo 2026 da KADOKAWA Game Linkage su Steam e Nintendo Switch. Il progetto rappresenta il 2º capitolo della serie indie nata dalla collaborazione con ABC Animation e si presenta con un’identità piuttosto precisa, fondata su un intreccio di tensione, osservazione e gestione del pericolo all’interno di dimore infestate da spiriti e presenze ostili.
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思考型ローグライクホラー『深 四のの目 -陰陽の巫女-』が本日発売! 「よの」となり、モノノケが巣食うお化け屋敷(ダンジョン)を踏破せよ。
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— 【公式】『深 四のの目 -陰陽の巫女-』(SHINONOME ABYSS) (@SSNNM_GAME) March 26, 2026
La protagonista è Yono, una giovane miko che si addentra in una magione popolata da mononoke mentre cerca il fratello esorcista scomparso. L’impianto narrativo richiama il folklore giapponese, ma la struttura del gioco sembra voler spingere soprattutto sulla componente strategica, trasformando ogni stanza in uno spazio da leggere con attenzione e ogni incontro in una possibile trappola tanto per il nemico quanto per la protagonista.
Un horror tattico in cui il suono diventa arma e indizio
L’elemento più distintivo di Shinonome Abyss: The Maiden Exorcist è il ruolo assegnato al suono, che non accompagna soltanto l’atmosfera ma diventa parte integrante del sistema di gioco. I rumori provenienti dalle stanze adiacenti permettono infatti di intuire la natura dei mononoke prima ancora di vederli, offrendo così la possibilità di pianificare i movimenti e decidere se affrontare il pericolo, aggirarlo o attirarlo in un punto più favorevole.
Yono può usare la propria voce per attirare le creature e spingerle verso trappole come il focolare o la punji pit, mentre alcune interazioni ambientali sembrano aprire a soluzioni più elaborate. Un esempio è il talismano del Raijin, il cui attacco elettrico può propagarsi nell’acqua e colpire tutti i mononoke presenti in una stanza allagata. È una struttura che premia l’osservazione e la lettura del contesto, lasciando spazio anche a chi non ha grande familiarità con i giochi d’azione pur senza rinunciare a una certa tensione operativa.
Tre modalità, 53 magioni e una seconda natura per Yono
Sul piano dei contenuti, il gioco propone tre modalità differenti distribuite in un totale di 53 magioni. HARAE è la modalità storia, nella quale Yono esegue le richieste del Gran Maestro mentre continua in segreto la ricerca del fratello. MISOGI guarda invece al roguelike più tradizionale, con dungeon di piccole dimensioni generati casualmente e l’obiettivo di fuggire vivi. GYOU rappresenta infine il versante più duro e competitivo dell’esperienza, con torri e dimore sotterranee generate all’infinito, gestione rigorosa delle risorse e classifiche online.
A complicare ulteriormente il quadro c’è anche la trasformazione in “Yono of the Four Eyes”, stato che si attiva in determinate condizioni e risveglia l’Evil Eye sulla fronte della protagonista, potenziandone il kodachi e altre abilità. Non tutti i mononoke, inoltre, sembrano mossi da aggressività immediata, e alcuni provano persino a comunicare con Yono, suggerendo una varietà di situazioni meno lineare del previsto. A sostenere il progetto ci sono anche firme di rilievo: Kenichi Iwao, già legato a Resident Evil, Einhänder, Parasite Eve 2 e Final Fantasy XI, ricopre i ruoli di director e game designer, mentre il character design è affidato a Tatsuya Yoshikawa, artista noto per la serie Breath of Fire e per Devil May Cry 4 e Devil May Cry 5. Il risultato è un titolo che prova a ritagliarsi uno spazio personale nel panorama roguelike, cercando la propria forza in una tensione più ragionata che spettacolare.





