Una contrattazione apparentemente normale può nascondere un ricatto, un secondo fine o qualcosa di ancora più difficile da spiegare. Bsl Team ha pubblicato un nuovo trailer di Shop Crush, simulatore di negozio con elementi da romanzo visivo e horror psicologico attualmente in sviluppo per Steam. Il progetto è realizzato da uno studio indipendente di tre persone con sede a Kyiv, mentre una demo è prevista entro la fine del 2026.
Ambientato nei primi anni Duemila, il gioco affida la gestione quotidiana di un piccolo negozio dell’usato. Occorre ordinare la merce, riempire gli scaffali, stabilire i prezzi e trattare con clienti dalle possibilità economiche e dalle richieste molto differenti. Dietro questa routine commerciale si sviluppa però un racconto più inquietante, nel quale ogni acquirente custodisce motivazioni nascoste e il negozio stesso sembra celare una storia che non può essere ricostruita attraverso i soli conti di fine giornata.
Ogni vendita modifica fiducia e reputazione
I dieci clienti previsti possiedono preferenze, abitudini di acquisto e reazioni personali. Alcuni cercano prodotti economici, altri sono disposti a pagare di più per oggetti particolari, mentre figure come ispettori, amministratori e abili manipolatori possono avanzare offerte difficili da valutare. Individuare la merce giusta non serve quindi soltanto a concludere una vendita: prezzi, rifiuti e concessioni influenzano anche la fiducia del singolo acquirente e la reputazione complessiva dell’attività.
Il catalogo comprende oltre settanta prodotti, dai beni di prima necessità agli articoli più insoliti. La domanda cambia in base a chi entra nel negozio, obbligando a decidere quali scorte ordinare e quanto spazio riservare alle merci meno sicure ma potenzialmente più redditizie. Bisogna inoltre affrontare tentativi di furto e proposte sospette, mantenendo un equilibrio tra profitto immediato e stabilità futura: una reputazione troppo bassa può infatti allontanare la clientela e rendere sempre più difficile sostenere l’attività.
Le illusioni rivelano ciò che i clienti nascondono
Le personalità degli acquirenti vengono approfondite attraverso rompicapi basati sulle illusioni ottiche. Le immagini possono essere ingrandite, ruotate e spostate alla ricerca di figure nascoste in piena vista, ciascuna collegata alla storia di uno dei frequentatori del negozio. Risolvere questi enigmi permette di superare l’immagine pubblica dei personaggi e avvicinarsi ai segreti che alimentano la componente psicologica del racconto.
La struttura alterna così una gestione parzialmente procedurale a sequenze narrative e misteri costruiti attorno a cinque ambientazioni. Le scelte compiute durante le vendite non rimangono isolate dai rapporti personali, ma modificano la percezione del proprietario e il comportamento di chi torna a fare acquisti. Shop Crush utilizza il bancone come confine fra due realtà: davanti resta un’attività da mantenere redditizia, dietro emergono dubbi, ossessioni e immagini capaci di trasformare anche il cliente più abituale in un enigma.
