Un telefono che vibra quando qualcosa di invisibile si avvicina, corridoi scolastici che cambiano insieme alla lucidità della protagonista e inquadrature pensate per nascondere più di quanto mostrino. Signal Veil è il nuovo survival horror in terza persona di Time Hunters, pubblicato da Serafini Productions e annunciato con un primo trailer. Il gioco è attualmente in sviluppo per PlayStation 5, Xbox Series X|S, Nintendo Switch 2 e PC tramite Steam ed Epic Games Store.
La protagonista è Aki Mizuno, studentessa alle prese con la scomparsa della madre e con una serie di misteriose sparizioni all’interno della Nishikawa High School. L’unico oggetto lasciato dalla donna è un vecchio cellulare apparentemente capace di reagire a spiriti che nessun altro riesce a vedere. Da qui prende forma un horror psicologico che intreccia indagine, ricordi poco affidabili e progressiva perdita di lucidità, mentre l’edificio scolastico smette lentamente di comportarsi come un luogo normale.
Un cellulare per vedere ciò che dovrebbe restare nascosto
Il telefono costituisce il fulcro dell’esplorazione e del rapporto con il soprannaturale. Vibrazioni, interferenze e distorsioni segnalano la presenza delle entità, mentre il flash può essere utilizzato per stordirle e la fotocamera permette di individuare oggetti nascosti o tracce altrimenti invisibili. Il confronto con gli spiriti segue inoltre una sequenza precisa: occorre localizzarli, provocarli, immobilizzarli temporaneamente, esporne l’essenza e infine procedere alla purificazione.
Il sistema conserva però diversi elementi tradizionali del survival horror. Munizioni, medicine e strumenti offensivi sono limitati, costringendo a osservare il comportamento delle creature e a scegliere quando affrontarle direttamente. Le ambientazioni vengono esplorate anche attraverso angolazioni di ripresa prestabilite, utilizzate per ridurre deliberatamente il campo visivo e recuperare parte della tensione dei classici del genere. L’obiettivo non sembra quindi essere quello di trasformare Aki in una combattente, quanto di mantenerla abbastanza preparata da sopravvivere a incontri che possono rapidamente sfuggire al controllo.
La scuola cambia insieme alla mente di Aki
A complicare ulteriormente l’esplorazione interviene la sanità mentale della protagonista. Più il suo equilibrio psicologico si deteriora, più la Nishikawa High School può deformarsi, modificando la percezione degli ambienti e rendendo meno prevedibili anche i nemici. Il confine tra manifestazioni soprannaturali, ricordi alterati e traumi sepolti diventa così parte della struttura stessa dell’esperienza, non soltanto della sua componente narrativa.
Sul piano visivo Signal Veil punta apertamente a recuperare la grana e le atmosfere inquietanti dell’animazione giapponese anni ’90, combinandole con una costruzione del terrore vicina al survival horror classico. Per Serafini Productions, studio e publisher di Tokyo fondato nel 2022 e già legato alla serie horror psicologica BrokenLore, il progetto prosegue quindi una linea interessata soprattutto a paure, trauma e instabilità percettiva. In questo caso, però, il dettaglio più riconoscibile resta quel vecchio telefono: non un semplice espediente narrativo, ma il filtro attraverso cui Aki deve capire cosa esiste davvero nei corridoi della scuola e cosa, invece, sta iniziando a esistere soltanto per lei.


