Sky: Children of the Light racconta la nascita di Dear Van Gogh in un nuovo dietro le quinte

Portare Vincent van Gogh dentro un videogioco senza limitarsi a riprodurne i quadri è stata la sfida alla base di Dear Van Gogh, esperienza interattiva disponibile dal 17 luglio all’interno di Sky: Children of the Light. Thatgamecompany ha pubblicato un nuovo video dietro le quinte di circa cinque minuti nel quale artisti, musicisti e game designer raccontano il lavoro svolto per reinterpretare il linguaggio visivo del pittore olandese attraverso ambienti tridimensionali, musica, movimento e meccaniche di gioco.

Dear Van Gogh non nasce quindi come semplice esposizione virtuale, ma come un percorso costruito per permettere ai giocatori di attraversare una reinterpretazione delle opere e della vita dell’artista. Una parte importante dell’esperienza deriva dalle lettere scambiate tra Vincent, il fratello Theo e la cognata Johanna, utilizzate dal team per approfondire i legami familiari che accompagnarono il pittore durante la sua vita e per costruire un racconto capace di andare oltre le immagini più immediatamente riconoscibili della sua produzione.

Dalle pennellate di Van Gogh a un mondo tridimensionale

Il nuovo video entra nel processo con cui thatgamecompany ha cercato di tradurre in tre dimensioni uno stile pittorico immediatamente identificabile. Colori, forme e movimento sono stati ricostruiti senza puntare a una riproduzione museale delle tele, ma cercando piuttosto di trasformare quella sensibilità visiva in spazi esplorabili. Il risultato sfrutta la struttura contemplativa di Sky: Children of the Light, lasciando che l’interazione e il movimento all’interno dell’ambiente diventino parte della lettura dell’opera.

Il lavoro ha coinvolto anche il comparto musicale e il design dell’esperienza, chiamati a sostenere una narrazione più personale. Le lettere di Vincent e Theo hanno offerto al team una prospettiva importante sul sostegno ricevuto dall’artista e sul ruolo della famiglia, mentre la figura di Johanna ha contribuito a completare il quadro umano attorno alla sua eredità. Jenova Chen, CEO e creative director di thatgamecompany, ha spiegato come proprio la lettura di questa corrispondenza abbia orientato il progetto verso una storia dedicata anche a quelle persone che sostennero Van Gogh lontano dai riflettori.

Raccontare l’artista senza ignorarne le difficoltà

Il dietro le quinte affronta anche uno degli aspetti più delicati del progetto: rappresentare le difficoltà legate alla salute mentale di Van Gogh e la sua morte senza ridurre l’artista alla dimensione tragica della propria biografia. Thatgamecompany ha cercato di mantenere l’attenzione sulla sua produzione, sui rapporti personali e sulla capacità di continuare a creare nonostante gli ostacoli incontrati, inserendo questi elementi nel tono generalmente luminoso e contemplativo di Sky.

Pubblicato originariamente nel luglio 2019, Sky: Children of the Light è oggi disponibile su dispositivi mobili, PC tramite Steam, PlayStation e Nintendo Switch. Il gioco costruisce la propria esperienza sull’esplorazione di un mondo aperto, sulla cooperazione silenziosa tra giocatori e su eventi stagionali che ampliano progressivamente il suo universo. Dear Van Gogh utilizza proprio questa natura sociale e contemplativa per avvicinare una figura storica attraverso strumenti che appartengono al videogioco: non semplicemente osservare un dipinto, ma camminare dentro un mondo ispirato alla sua sensibilità e provare a comprenderne le persone, i legami e le fragilità.

Gamezilla

Gamezilla è l’incubo di ogni leaderboard, la bestia indomabile delle sale giochi e il boss finale mai battuto. Con una memoria enciclopedica di ogni gioco mai creato – dai classici 8-bit alle esperienze VR di ultima generazione – Gamezilla non solo conosce i segreti di ogni pixel, ma sa anche padroneggiarli alla perfezione. Si racconta che nessun avversario umano sia mai riuscito a superarlo, né nei platform retrò né nei battle royale più frenetici.

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