Ritrovarsi a bordo di un ascensore spaziale in avaria non è esattamente il modo più rilassante per iniziare la giornata, soprattutto quando i terminali sono spenti, la telemetria non dice nulla di incoraggiante e l’equipaggio sembra essersi volatilizzato. È da questa situazione poco rassicurante che parte SpaceLift, nuova avventura narrativa fantascientifica sviluppata da Radiant Bear Games, studio indipendente formato da un solo autore. Il gioco è in arrivo su PC tramite Steam, con data di uscita ancora da annunciare.
Il primo trailer introduce un’esperienza sci-fi dal tono quieto e misterioso, più interessata a far osservare un corridoio mezzo buio che a riempirlo subito di esplosioni. In SpaceLift, i giocatori vestiranno i panni di un ingegnere chiamato a tenere in vita un sistema di trasporto orbitale ormai sul punto di cedere. Tra registri sparsi, infrastrutture danneggiate e macchinari che collaborano il minimo indispensabile, l’obiettivo sarà ricostruire cosa sia accaduto all’equipaggio e risalire un percorso che parte dalla Terra, attraversa l’ascensore spaziale e conduce verso stazioni, veicoli e strutture remote.
Un mistero orbitale da ricostruire pezzo dopo pezzo
La progressione di SpaceLift ruota attorno all’esplorazione di ambienti tecnici e abbandonati, dove ogni terminale riattivato o ogni sistema riparato può aggiungere un frammento alla storia. Il giocatore dovrà ripristinare energia, sbloccare pannelli, leggere mappe, consultare diagnostiche e mettere insieme informazioni provenienti da registri di missione e rapporti dell’equipaggio. Non tutto, naturalmente, sembrerà combaciare alla perfezione, perché in una buona storia di fantascienza nessuno lascia mai un file chiamato “ecco esattamente cosa è successo”.
Il cuore dell’avventura non è il combattimento, ma la capacità di leggere gli spazi e capire come far funzionare ciò che è rimasto. Radiant Bear Games punta su enigmi ambientali leggeri, uso di strumenti, macchinari danneggiati e apparecchiature controllate a distanza, costruendo una fantascienza più vicina alla manutenzione disperata che alla guerra interstellare. È un’impostazione interessante perché sposta la tensione dal pericolo immediato alla fragilità dell’ambiente: non bisogna soltanto avanzare, ma convincere un sistema orbitale malandato a non mollare proprio mentre lo si sta attraversando.
Visuale laterale e ambienti 3D per una fantascienza leggibile
Uno degli aspetti più riconoscibili di SpaceLift è la scelta di una presentazione in 3D con visuale laterale. L’idea è unire la chiarezza di lettura tipica di un gioco a scorrimento con ambienti tridimensionali dotati di profondità, scala e atmosfera. In questo modo, corridoi, sale tecniche, stazioni e interni di veicoli spaziali possono mantenere un taglio cinematografico senza sacrificare la comprensibilità degli spazi e dei punti d’interazione.
Il risultato punta a una fantascienza silenziosa, fatta di luci fredde, sistemi incompleti e luoghi che sembrano aver smesso di funzionare appena prima dell’arrivo del giocatore. SpaceLift non cerca l’impatto spettacolare a ogni costo, ma lavora su un mistero compatto, costruito attorno a esplorazione, riparazioni e tracce lasciate da persone scomparse. In un genere spesso affollato di armi futuristiche e minacce urlanti, l’idea di affidare tutto a un ingegnere, qualche log contraddittorio e un ascensore spaziale con evidenti problemi di manutenzione ha già una personalità piuttosto chiara.




