Square Enix ha annunciato di aver intrapreso un’azione formale nei confronti dell’amministratore del blog giapponese di aggregazione notizie Netoge Sokuhō, in passato noto come “FF14 Sokuhō”, per la pubblicazione di contenuti ritenuti lesivi della reputazione di dirigenti e dipendenti dell’azienda. La vicenda si è conclusa con un accordo tra le parti che prevede la chiusura del sito, la pubblicazione di un messaggio di scuse e il pagamento di una somma non divulgata.
Il caso si inserisce nel quadro delle politiche aziendali adottate negli ultimi anni per contrastare fenomeni di diffamazione e molestie rivolte al personale coinvolto nello sviluppo di titoli di primo piano come Final Fantasy 14, MMORPG di punta della compagnia giapponese.
「当社役職員等に対するハラスメント行為に対する対応について」https://t.co/TiqD0hTNpO
— スクウェア・エニックス (@squareenix_jp) March 2, 2026
Richiesta di identificazione e accordo extragiudiziale
Secondo quanto comunicato dalla società, Square Enix avrebbe presentato al provider del sito una richiesta formale per ottenere l’identità dell’amministratore anonimo del blog, citando specifici articoli ritenuti dannosi. Il provider ha accolto l’istanza, consentendo così all’azienda di risalire al responsabile e avviare un confronto diretto.
A seguito delle trattative, le parti hanno raggiunto un accordo extragiudiziale. L’amministratore si è impegnato a pubblicare un’apologia ufficiale, a cessare l’attività del blog e a corrispondere un risarcimento economico di entità non resa pubblica. Nel messaggio diffuso online, il gestore ha dichiarato che la pubblicazione degli articoli contestati non era finalizzata a ledere i diritti o la reputazione di individui o organizzazioni specifiche, esprimendo tuttavia rammarico per eventuali preoccupazioni generate.
La linea dura contro le molestie
L’intervento rientra nella Group Customer Harassment Policy introdotta da Square Enix nel gennaio 2025. All’epoca la compagnia aveva segnalato un aumento di comportamenti riconducibili a molestie da parte di utenti, tra cui diffamazione, minacce e atti intimidatori, con ripercussioni sul senso di sicurezza e sul benessere psicologico dei dipendenti.
Nel nuovo comunicato, l’azienda ha ribadito l’intenzione di adottare misure rigorose, comprese azioni legali, contro condotte che prendano di mira individui specifici o che possano compromettere la salute mentale e la sicurezza di dirigenti e collaboratori. L’obiettivo dichiarato è la tutela del personale e la salvaguardia di un ambiente di lavoro sano, in un contesto in cui la comunicazione digitale può amplificare rapidamente tensioni e controversie.
Fonti consultate: Automaton West.




